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Via Zanibelli, il comitato torna all’attacco

Via Zanibelli, il comitato torna all’attacco

Si riaccende la polemica sulla viabilità dopo i soccorsi arrivati in ritardo: «Ci scapperà il morto»

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REGGIO EMILIA. «I nostri amministratori sono degli irresponsabili perché giocano con la vita delle persone. Deve scapparci il morto perché ci si renda conto che il blocco delle strade deve essere rimosso?». Dal comitato San Prospero Strinati-Zanibelli tornano ad alzare la voce. È qui che, giovedì scorso, un’automedica ha impiegato circa dieci minuti per raggiungere via Alessandrini, dove un cittadino era stato colpito da attacco cardiaco. Un episodio simile si era verificato anche un mese, in seguito ad una rivoluzione alla viabilità accolta con favore solo da una parte del quartiere. E mai andata giù, invece, ai cittadini del comitato di via Zanibelli, che tornano ora ad alzare i toni della polemica puntando di nuovo il dito contro l’amministrazione: «Nel perimetro sottoposto al blocco stradale vivono tantissime persone anziane, cardiopatiche e perfino non autosufficienti – attaccano dal comitato – In caso di arresto cardiaco i primi quattro minuti dopo l’evento sono vitali: nei due casi verificatesi in quartiere l’automedica ha “perso” dai 5 ai 10 minuti per districarsi in una ragnatela di strade chiuse e regalate dall’assessore Tutino a poche fortunate famiglie».

Sull’episodio di giovedì, l’assessore alla Mobilità, Mirko Tutino, ha già fatto sapere che domani incontrerà la moglie del residente colpito da malore: «La nuova viabilità è in vigore da qualche mese e ormai dovrebbe essere nota a tutti. Vogliamo capire anche noi se non è così e perché», ha spiegato. Ma l’interessamento dell’assessore alla vicenda non ha affatto spento la polemica: «I new jersey “gettati” in via Ferravilla fra via Modena e via Zago con un atto d’imperio degno– aggiungono dal comitato – in due circostanze ben precise di fatto hanno impedito ai mezzi di soccorso di raggiungere tempestivamente i pazienti. Nell’ultimo grave episodio, il conducente dell’automedica ha seguito le indicazioni del navigatore satellitare per poi ritrovarsi in trappola».

Di qui la richiesta di tornare alla vecchia viabilità: «Il Comitato San Prospero Strinati-Zanibelli, preso atto che quei maledetti blocchi di cemento hanno finora alimentato contrapposizioni, conflitto e perfino odio tra le parti in causa in quartiere, con benefici insignificanti in fatto di razionalizzazione della viabilità, invita l'amministrazione comunale a ripristinare in tempi rapidi la piena viabilità in quartiere». (e.spa.)

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