Acqua pubblica, sgomberate le tende
La municipale interrompe la manifestazione notturna in piazza per campeggio abusivo. Oggi la protesta in sala Tricolore
REGGIO EMILIA. Annunciano che continueranno la loro battaglia. E già oggi si presenteranno in consiglio comunale per un faccia a faccia con gli amministratori, ai quali chiederanno un confronto sul percorso di ripubblicizazione del servizio idrico integrato. Sono più aggueriti che mai i manifestanti del Comitato Acqua Pubblica, che dopo la manifestazione in centro di sabato pomeriggio avevano lanciato la loro “accampada” sotto la volta del municipio.
Tende in piazza in quello che doveva essere un presidio permanente, ma che proprio sabato notte è stato sgomberato dall’intervento della municipale. Campeggio abusivo in luogo pubblico. È questo l’articolo del regolamento di polizia locale che, secondo la Municipale, i manifestanti avrebbero violato. Lo sgombero è avvenuto intorno alle 23.30 di sabato sera, quando otto tende del comitato si erano già sistemate sotto la volta del Comune. Decine i manifestanti presenti, che hanno iniziato una lunga trattativa sia con gli agenti della municipale che con la digos, decidendo intorno alle 2 di notte di lasciare l’area per poi ripresentarsi ieri mattina in piazza Casotti e continuare la loro iniziativa di protesta.
«Il regolamento di polizia locale è stato solo un pretesto per nascondere la volontà politica di non rendere pubblica neanche la discussione – attacca Carla Ruffini del Comitato – Noi non vogliamo solo che l’acqua diventi pubblica, ma vogliamo che lo sia anche il dibattito. Abbiamo resistito alcune ore di fronte alla Municipale che però era molto decisa, molto più della digos».
Secondo il comitato, infatti, l’acampada aveva tutte le autorizzazioni necessarie. Ma, per il regolamento di polizia locale, sono vietati i campeggi abusivi in luogo pubblico. Di qui lo sgombero.
«Chiediamo che gli amministratori vengano a parlare con noi per rilanciare il piano di ripubblicizzazione – aggiunge Ruffini – Il piano B lo consideriamo truffaldino. Gli amministratori in passato si erano pronunciati con mozioni e delibere in favore dell'acqua pubblica. Adesso devono tenere fede ai loro impegni». Ed è per questo motivo che oggi i manifestanti si presenteranno alle 16 in sala del Tricolore, con lo scopo di parlare con l’amministrazione. In particolare con il sindaco Luca Vecchi che, dopo la bocciatura da parte del Pd dello studio di fattibilità portato avanti dall’assessore Mirko Tutino, è uno dei primi cittadini che siede nella nuova cabina di regia che guiderà il percorso di ripubblicizzazione di qui fino al 30 settembre, quando si potrebbe andare a gara. Il piano B prevede la creazione di una società pubblico-privata, con un investimento di 90 mila in pancia ad Agac Infrastrutture. L’alternativa, invece, è quella di intervenire sul bando che redigerà Atesir chiedendo al futuro gestore privato e garanzie in termini di territorialità del servizio e di investimenti. Prospettive che non piacciono affatto al comitato.
«Noi abbiamo scelto di riprenderci il municipio, andando con le tende sotto la volta del consiglio. Non intendiamo cedere di un passo – commenta Francesco Paone del laboratorio Aq16 – Il nostro presidio permanente continuerà fin quando il sindaco o l’amministrazione non decideranno di discutere pubblicamente le loro decisioni. Sull’acqua pubblica c’è un preciso mandato, che è quello stabilito con il voto del referendum».
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