Gazzetta di Reggio

Reggio

Autofficina come “base” di auto e attrezzi rubati

di Adriano Arati

Reggiolo: arrestati due fratelli su ordinanza del giudice dopo lunghe indagini Secondo i carabinieri sono gli autori anche del furto in una concessionaria

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REGGIOLO. Usavano la carrozzeria di Reggiolo, abilitata anche ai soccorsi stradali, come deposito per auto e merce rubata. I carabinieri di Guastalla hanno trovato decine di mezzi e attrezzi sottratti negli ultimi due anni all’interno del magazzino di una ditta per il soccorso stradale gestita da due fratelli di San Martino in Rio, Marco e Antonio Demeca.

I due – rispettivamente di 21 e 23 anni – sono stati arrestati sabato mattina, mentre un terzo complice, un 26enne reggiano di passaporto albanese, è stato denunciato a piede libero.

Si conclude ora la prima parte delle indagini iniziate nel novembre 2013 per una lunga serie di furti che sono proseguiti sino allo scorso maggio fra il Reggiano – a Reggiolo, Campagnola Emilia, Correggio e Castelnovo Sotto – il Modenese, a Campogalliano e Castelnovo Rangone, e Prato in Toscana. In questo anno e mezzo abbondante, sono stati portate via automobili, motorini, muletti, gomme, elettrodomestici, attrezzi da lavoro per officine e per l’agricoltura e apparecchi meccanici, dal valore complessivo ben superiore ai 100mila euro.

Il colpo più pesante risale a due mesi fra, alla notte fra il 15 e 17 aprile, quando in una concessionaria di Campagnola Emilia sono spariti due auto, un’Audi A4 e una Bmw, numerosi pneumatici, varia utensileria meccanica, computer, scanner e altro materiale. Un bottino da più di 50mila euro. Gran parte di questa refurtiva è stata trovata nel magazzino dei due fratelli di San Martino in Rio, durante la perquisizione seguita all’arresto, e già restituita al punto vendita di Campagnola.

L’azione dei carabinieri è arrivata dopo mesi di lavoro coordinato dal sostituto procuratore Giacomo Forte e condotto dai militari della compagnia di Guastalla.

Dopo aver raccolto parecchie prove che portavano alla carrozzeria abilitata al soccorso stradale guastallese, il magistrato ha chiesto al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Reggio un’ordinanza di custodia cautelare per i due fratelli, eseguita sabato mattina dai carabinieri che li hanno condotti in carcere, e hanno proseguito denunciando a piede libero il presunto complice 26enne.

Il magazzino dell’azienda si è trasformato nella principale conferma dell’ipotesi investigativa, visto che ospitava appunto auto, moto e attrezzi vari risultati rubati fra il novembre 2013 e il maggio 2015, in attesa di essere smerciati.

La copertura era funzionale, perché in una carrozzeria la presenza di tanti veicoli e di strumentazione assortita è assolutamente normale e a una prima occhiata non vi era niente di strano nell’affollamento del deposito. I due fratelli sono ritenuti responsabili non solo dei furti, ma anche della ricettazione di attrezzi edili e mezzi di trasporto sottratti nello stesso periodo fra Correggio, Reggiolo, Campagnola e Prato, probabilmente da complici collegati alla banda. L’area di azione rimane sempre quella, adesso le indagini non si fermano perché i carabinieri puntano a dare un volto agli altri componenti della banda, che in questi due anni si è dimostrata parecchia attiva e può contare, oltre al centro operativo nel reggiano, anche su una forte ramificazione toscana, nella zona attorno a Prato.

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