Reggio Emilia in festa per i 40 anni della scuola dell'Infanzia Allende
Durante la ricorrenza è stato presentato anche un nuovo progetto: trasformare il parcheggio in una piazza aperta a tutti
REGGIO EMILIA. Quarant’anni fa la scuola comunale dell’infanzia Salvador Allende, via Gattalupa, iniziava il suo avventuroso cammino. Due anni dopo fu aperto anche il nido d’infanzia Allende. Entrambi sabato scorso hanno festeggiato questa storica ricorrenza, lanciando, al contempo, un nuovo progetto: trasformare il parcheggio antistante in una piazza per tutti.
Erano presenti alla festa, con narrazioni, musica, bancarelle di scambio libri, anche il sindaco, Luca Vecchi e l’assessore Valeria Montanari, oltre ai vertici dell'Istituzione Nidi e Scuole dell'Infanzia, ai genitori, agli insegnanti e ai bambini. Le scuole occupano i locali di un istituto originarimente nato per ospitare bambini in difficoltà: il suo nome era convitto De Sanctis, chiuso quando entrò in vigore la legge Basaglia, che chiudeva tutti i manicomi.
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“Parlando della storia di questa scuola – ricorda Loretta Giaroni, assessore comunale alla Scuola dal 1967 al 1975 – e’ dovere ricordare Velia Vallini, assessore provinciale che propose la soppressione del convitto, ferma sostenitrice dell’integrazione dei bambini con diritti speciali nella scuola pubblica. La proposta incontrò molte resistenze, ma alla fine passò. Così i locali di proprieta’ dell’Istituto Psichiatrico San Lazzaro vennero affittati dal Comune, che ne fece una scuola”.
La scuola, la 17esima comunale, nacque dall’esigenza di aumentare le strutture educative del quartiere, non sufficienti ad accogliere la domanda di scolarizzazione di tutte famiglie. Si formò quindi un comitato di cittadini che, con il sostegno del Comune, operò affinché le due strutture fossero trasformate in scuola e nido.
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Questa partecipazione ha trovato la sua massima espressione nella realizzazione del parco, e nella nuova idea-progetto: trasformare definitivamente il parcheggio in una piazza, in uno spazio comune di incontro e di scambio capace di tenere in dialogo le scuole del plesso. Un parco esteso, dove non sia il transito motorizzato ad unire, ma la possibilità di sostarvi. L’idea parte da lontano: furono i ragazzi della scuola primaria di qualche anno fa a progettare questa rivoluzione di pensiero, sostenuta, allora come oggi, dal Servizio Politiche per la Mobilità del Comune di Reggio Emilia.
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