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Mandrio piange Ariello Albarelli

Mandrio piange Ariello Albarelli

Una vita dedicata alla squadra di calcio e alle feste dell’Unità

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CORREGGIO. L’intera Mandrio è in lutto per la scomparsa di un uomo che per tutta la vita è stato un simbolo della frazione. Nella giornata di ieri se n’è andato, all’età di 74 anni, Ariello Albarelli, conosciutissimo sia nel mondo del calcio, perché pietra miliare della società, un orgoglio del territorio che vanta oltre 250 tesserati, sia delle feste dell’Unità e, più in generale del partito, di cui è sempre stato punto di riferimento.

Nel petto di Albarelli, scomparso a causa di una malattia, batteva un cuore a tinte gialloverdi, e chi ha raccolto la sua eredità al timone della società di calcio prestava molta attenzione ai consigli che era solito dispensare con lo stesso amore di un padre che guarda crescere la sua creatura.

Albarelli lascia la moglie, tre figli e due nipoti. Il rito funebre, per sua espressa volontà, sarà celebrato in forma strettamente privata e i necrologi usciranno soltanto dopo il momento dell’ultimo saluto.

«Era una persona sempre disponibile ad aiutare il prossimo – ricorda il nipote Marco Albarelli, consigliere comunale –. Era noto per il suo impegno nella società sportiva ma anche per le attività delle feste popolari, dove ha dato una mano fino all’ultimo. Per mio zio il mese di agosto significava mettersi al servizio della festa dell’Unità di Mandrio. Poi ha lavorato una vita alla Fonte: vendeva l’acqua ed era sempre in giro. Questo ha fatto sì che in tanti l’abbiano conosciuto. Da qualche anno si era ritirato per fare il nonno. Anche se non riusciva più a dare una mano come prima, la sua presenza era sempre garantita. Il mio ricordo è quello di una persona sempre disponibile ad aiutare: era un tipo tosto, ma solare e aperto verso chi è nel bisogno».

Serena Arbizzi

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