«Ostetricia, l’Ausl rispetta le leggi decise dai politici»
CASTELNOVO MONTI. E’ certamente di interesse l’intervento che il direttore generale dell’Ausl, che ha deciso di rispondere ad un commento molto critico sul sito dell’Appennino Redacon in merito alla...
CASTELNOVO MONTI. E’ certamente di interesse l’intervento che il direttore generale dell’Ausl, che ha deciso di rispondere ad un commento molto critico sul sito dell’Appennino Redacon in merito alla situazione del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna. E’ un intervento che contiene alcuni elementi utili per cercare di capire il futuro della struttura, sul quale al momento Nicolini è piuttosto chiaro dove afferma che le normative attuali non ne consentirebbero la prosecuzione, ma sottintende anche che il livello politico regionale potrebbe cambiare le stesse normative.
Spiega Nicolini: «Ad oggi la struttura di Ostetricia del Sant’ Anna è legittima e risponde ai requisiti dell’accreditamento regionale. Essere autorizzati e accreditati dalla Regione è necessario e indispensabile. Tra i criteri regionali era presente anche il volume dei parti sopra i 500, ma erano consentite deroghe se si praticava una integrazione con una struttura hub di riferimento, in questo caso il Santa Maria Nuova, e si garantiva una organizzazione con la guardia ginecologica 24 ore e la pronta disponibilità di anestesisti notturna e festiva. Per garantire la sicurezza noi, come azienda, abbiamo fatto molto di più in questi anni: rotazione del personale ginecologico, guardia 24 ore degli anestesisti, attivazione dello Stam e dello Sten provinciale unici in regione (si tratta rispettivamente del trasporto urgente pazienti in gravidanza trasporto per l'emergenza neonatale), primario a scavalco con il Santa Maria Nuova».
Agiunge Nicolini: «Ora però è subentrata una normativa, l’intesa Stato-Regioni del 2010, che supera e aggiorna i requisiti passati e definisce una soglia di sicurezza invalicabile a 500. Questa intesa è stata sottoscritta da tutti: Governo di allora che l’ha proposta, Regioni, Anci, Upi, Uncem e quindi Comuni, Province e Comunità montane. Tante firme ma di certo non la mia, che non ho un ruolo politico istituzionale, ma sono chiamato a rispettare le leggi e le norme che i politici decidono. L’impianto previsto per i punti nascita è stato poi recepito nel riordino ospedaliero contenuto nel Patto per la salute del luglio 2014». Conclude il direttore Ausl: «Se l’intesa Stato-Regioni non andava più bene si poteva modificarla, visto che sono passati 4 anni, ma non è stato fatto. Noi la nostra parte l’abbiamo fatta garantendo la massima sicurezza possibile con le regole previste e valutando il contesto e certamente senza badare ai costi. Noi siamo tecnici e lavoriamo per la salute delle persone, e senza queste azioni il punto nascita di Castelnovo sarebbe già chiuso da tempo, visto che da anni non si trovavano professionisti disponibili per questa sede». (l.t.)
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