Protesta, sala Tricolore blindata
Polizia, carabinieri e vigili davanti al municipio. Il dibattito rinviato a venerdì, Pd ancora diviso
REGGIO EMILIA. Fuori dal Municipio i manifestanti armati di striscioni, fischietti e megafoni, hanno invocato l’acqua pubblica e il rispetto dell’esito referendario. In Sala del Tricolore il Movimento 5 Stelle ha tentato di dare vita a una discussione sul tema, ma il suo ordine del giorno è stato bocciato in quanto l’argomento sarà al centro venerdì di una seduta della commissione Territorio e ambiente e soltanto in seguito approderà in consiglio comunale. La seduta di ieri si è svolta in un clima di tensione, con un dispiegamento di agenti della questura, carabinieri e polizia municipale dentro e fuori il Comune. I cori “vergogna”, “acqua pubblica”, “rispettate il nostro voto”, sono stati scanditi per tutto il pomeriggio. Nel corso della seduta si è assistito anche a una spaccatura nel Pd sull’ordine del giorno presentato da Lucia Lusenti di Sel, che chiedeva si facesse chiarezza sullo sgombero di sabato notte dei manifestanti che volevano dormire sotto i portici. La richiesta di Sel è stata bocciata con 8 consiglieri del Pd contrari, compreso il capogruppo Andrea Capelli, 3 astenuti e 5 a favore (De Franco, Montanari, Pavarini, Scarpino e De Lucia). Prese di posizione che ricalcano, tranne che nel caso di Capelli, la divisione tra minoranze Pd e renziani. De Franco e Scarpino si sono inoltre astenuti sull’ordine del giorno dei Movimento 5 Stelle, mentre il resto del partito ha votato contro. Il capogruppo Capelli ha spiegato che venerdì in commissione, presieduta da Scarpino, si parlerà del piano di ripubblicizzazione e in quella sede verranno fornite anche le cifre di questa operazione: sarà dunque un importante momento di chiarezza su uno degli aspetti più contestati. Anche ieri i comitati hanno ribadito che la ripubblicizzazione «è un’operazione sostenibile» che non costerà più di 120 milioni di euro, e «non i 220 milioni di cui si parla da giorni e che sono una somma fuori dalla realtà». Posizioni che potranno esprimere anche in commissione, dato che un loro rappresentante potrà prendere la parola. I 5 Stelle Alessandra Guatteri e Norberto Vaccari, dopo il voto contrario del consiglio, sono scesi in piazza e hanno spiegato ai manifestanti il senso del loro ordine del giorno, così come ha fatto anche Lucia Lusenti. Di frontre al Municipio è passata anche la consigliera regionale del Pd Silvia Prodi, che ha auspicato «che vengano rimossi tutti gli ostacoli che impediscono di rispettare il piano, che faceva parte dei programmi elettorali». De Franco e Lusenti hanno annunciato che devolveranno il loro gettone di presenza della seduta di ieri al comitato acqua pubblica per contribuire alle spese delle manifestazioni di questi giorni. A fine seduta la presidente del consiglio comunale Emanuela Caselli ha organizzato un incontro tra i capigruppo e una delegazione dei comitati dell’acqua pubblica. I rappresentanti hanno prima di tutto condannato lo sgombero di sabato notte, parlando di «clima d’intimidazione inaccettabile», e stigmatizzato anche il dispiegamento di forze di ieri («è arrivata persino la Celere da Bologna»).
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