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Snap On licenzia, scatta lo sciopero

Snap On licenzia, scatta lo sciopero

Due impiegate lasciate a casa dopo l’accordo per la cassa: lavoratori in subbuglio

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CORREGGIO (REGGIO EMILIA). Hanno oltre 400 lavoratori in Italia, di cui 220 solo nella sede di Correggio, dove producono attrezzature per autofficine, gommisti e per la revisione di veicoli. Una realtà, la Snap-On Equipment di via Provinciale per Carpi, da 100 milioni di fatturato e utili costanti (oltre 6 milioni nel 2013) controllata da una multinazionale americana quotata in Borsa con 12mila dipendenti nel mondo e che ha acconsentito, pochi giorni fa, alla richiesta dell’avvio della cassa integrazione ordinaria. Le migliori premesse per poter lavorare con serenità nonostante il saliscendi dei mercati, fase interrotta in questi giorni dopo il licenziamento di due impiegate che ha fatto scattare lo sciopero degli addetti di Correggio, scesi ieri in strada per protestare contro la decisione dell’azienda.

«Quanto avvenuto rappresenta un comportamento scorretto da parte di un’impresa che10 giorni fa era d’accordo per l’utilizzo della cassa ordinaria - avverte Sergio Guaitolini, segretario della Fiom-Cgil di Reggio - Non avevano accennato nulla durante la contrattazione, salvo poi far trovare di fronte alle due dipendenti una lettera di licenziamento individuale. Purtroppo il sospetto è che non sia finita lì la questione. Se ci fossero problemi abbiamo a disposizione anche i contratti di solidarietà ma bisogna discuterne».

Già venerdì scorso c’era stato un primo sciopero da parte degli operai. Poi ieri l’incontro con l’azienda, che non ha dato i frutti sperati, facendo scattare il secondo blocco della produzione a Correggio. (e.l.t.)

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