Gazzetta di Reggio

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«Caso Ina-Assitalia, conservate i contratti come reliquie»

di Luca Tondelli
«Caso Ina-Assitalia, conservate i contratti come reliquie»

Castelnovo, le associazioni dei consumatori al comitato dei truffati Ina: «State uniti e non accettate rimborsi al ribasso»

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CASTELNOVO MONTI. Soddisfazione per l’apertura di una trattativa con Generali-Ina Assitalia. Ma dall’altra parte riferimenti piuttosto diretti alle possibili responsabilità della compagnia di assicurazioni, e non solo, dunque, di Sergio Pedroni.

Hanno insomma usato un po’ il bastone e un po’ la carota, i rappresentanti delle associazioni di consumatori, Federconsumatori e Adiconsum, nella serata che al Teatro Bismantova ha istituzionalizzato la nascita del comitato di cittadini truffati. Una serata che ha fornito diverse novità importanti sul caso, che resta al centro di pressanti indagini.

All’iniziativa hanno partecipato circa 150 cittadini, ma anche i carabinieri di Castelnovo con il comandante Dario Campanella, e la polizia municipale con il comandante Sauro Fontanesi, a segnalare un’alleanza tra cittadini e forze dell’ordine lodata dal presidente nazionale Federconsumatori Rosario Trefiletti.

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Ad aprire la serata sono stati Giovanni Trisolini, presidente di Federconsumatori Reggio Emilia, e Luca Braggion, di Adiconsum, con gli ultimi aggiornamenti: «La scorsa settimana abbiamo inoltrato una comunicazione all’amministratore delegato nazionale di Ina Assitalia, Mario Greco, e la risposta è stata immediata. Greco si è detto costernato, e ha incaricato alcuni dirigenti nazionali di incontrare le associazioni dei consumatori, incontro che è avvenuto giovedì scorso a Roma. Al momento non abbiamo potuto capire fino in fondo se nemmeno loro conoscessero quello che è successo a Castelnovo – hanno aggiunto – perché si tratta di un quadro complesso che anche noi cominciamo a capire solo adesso grazie ai cittadini che ci contattano. Abbiamo proposto a Ina Assitalia un protocollo su alcuni punti base: ripagare al più presto tutti quei cittadini in grado di dimostrare i loro versamenti, e non dopo aver analizzato tutte le posizioni perché richiederebbe troppo tempo; avere la presenza di incaricati nell’agenzia di via Roma che possano accogliere i cittadini che necessitano informazioni; fare concretamente le contrattazioni in una sede neutrale, e a questo scopo il sindaco Enrico Bini ci ha messo a disposizione la sede dell’ex giudice di pace. Il fatto che il gruppo abbia mostrato disponibilità al dialogo su questo protocollo è secondo noi un grande successo. Ora si apre la vera trattativa».

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Trefiletti è poi stato molto diretto su alcuni aspetti: «È importante – ha affermato – che la compagnia assicurativa capisca che dietro di noi ci sono tanti cittadini, e quindi la nascita ufficiale del Comitato è un’arma in più. A voi dico: siate uniti, non accettate proposte di rimborsi al ribasso perché questo indebolirebbe tutti nella trattativa. Il fatto che Generali-Ina Assitalia abbia risposto subito alle nostre richieste è importante».

A questo punto una persona dal pubblico ha lanciato lo stimolo: «È perché hanno la coda di paglia!», e Trefiletti non si è certo tirato indietro: «Starà alle indagini conoscere se ci sono altre persone coinvolte in questo meccanismo, e auspico che gli organi di competenza vadano davvero fino in fondo per capire se ci sono connivenze dell’assicurazione o del sistema bancario».

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Anche Carlo Ficarelli, avvocato che lavora per Adiconsum, ha dato elementi utili: «Al di là delle firme i contratti sono buoni, su carta intestata Ina Assitalia, carta recente, che ha tutti i crismi dell’originalità: se si sostiene che sono falsi, l’onere di provarlo spetterà all’assicurazione».

E Angela Zannini, avvocato di Federconsumatori, ha aggiunto: «Tenete tutta la vostra documentazione originale come una reliquia, tenetela voi, al limite fate vedere delle fotocopie. Ci stiamo confrontando con alcune posizioni molto articolate, difficili da ricostruire, ma ci sono aspetti che vanno chiariti. Ad esempio, nella sede dell’assicurazione di via Roma a Castelnovo, risultava che avesse aperto lo scorso anno uno sportello l’agente Massimo Neri dell’agenzia di Reggio Emilia». Un quadro che sembra insomma allontanarsi dal semplice ex agente infedele che avrebbe agito in perfetta solitudine.

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