Fenulli, una famiglia in prima linea per l'Italia
Dardano partecipò alle campagne coloniali e divenne poi eroe della Resistenza, fucilato alle Fosse Ardeatine nel 1944
REGGIO EMILIA. Fra gli oltre 40.000 reggiani mobilitati centinaia hanno ricevuto decorazioni e promozioni per meriti. Secondo gli Albi della Memoria di Istoreco i decorati sono 478 incluse tre medaglie d'oro. Fra le altre decorazioni 215 d'argento al valor militare, 251 di bronzo, 19 croci al valor militare (o di guerra); i fanti decorati sono stati 252 poi 12 alpini, 33 bersaglieri, 48 artiglieri, 3 marinai, un carabiniere, una guardia di finanza, 6 membri della sanità militare, 3 cavalleggeri, 28 membri del genio, 4 arditi. Numerose le decorazioni multiple.
Fino alla Repubblica, la più alta decorazione italiana era l'Ordine militare di Savoia e sono solamente due i militari reggiani che hanno meritato tale decorazione. Il primo è il colonnello Paolo Emilio Zunini di Sant'Ilario (1873-1932). Nella battaglia decisiva comandava il 112° reggimento fanteria che la mattina del 30 ottobre 1918 fu tra i primi a entrare in Vittorio Veneto.
Il secondo è per quello che possiamo considerare il più decorato soldato reggiano nella storia d'Italia: Luigi Reverberi (1892-1954). Comandante della Tridentina durante la campagna di Russia, il futuro generale degli alpini era di carriera dell'esercito e aveva già partecipato alla campagna di Libia, nella Grande guerra meritò una croce di guerra, tre argenti, l'ordine militare di Savoia e la promozione da capitano a maggiore. Una menzione particolare merita una famiglia, non reggiana di origine ma che qui visse per servizio: i Fenulli.
Ogni guerra ha visto questa famiglia dare il proprio tributo di sangue. Il primo fu Saverio, caduto a Derna nel 1912 (argento alla memoria). Nella Grande guerra prestarono servizio come ufficiali i suoi figli Saverio e Dardano. il primo cadde il 29 maggio 1917 (bronzo alla memoria), mentre il secondo sopravvisse alle trincee, partecipò alle campagne coloniali e divenne poi eroe della Resistenza, fucilato alle Fosse Ardeatine nel 1944 (oro alla memoria).
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