Iren cambia passo, utile raddoppiato entro il 2020
Presentato il piano industriale 2015-2020: previsti investimenti per 1,8 miliardi, debito in riduzione di circa 330 milioni sotto i 2 miliardi e dividendi «soddisfacenti per gli azionisti»
REGGIO EMILIA Iren inaugura una nuova era e dopo le fusioni del 2005 e quella del 2010 - che hanno aggregato le multiutility dell'Emilia, di Torino e di Genova - compie il passo più rilevante lanciando il piano industriale da qui al 2020. Data, quest'ultima, entro la quale il gruppo dell'energia, dell'acqua e dei rifiuti, punta a raddoppiare l'utile. Tutto questo mentre a Reggio Emilia, azionista di riferimento di Iren, è in atto uno scontro politico per la ripublicizzazione dell'acqua, servizio che andrebbe tolto proprio alla multiutility.
Durante la conference call avvenuta a Palazzo Mezzanotte a Milano, sede di Borsa Italiana dove è quotata Iren, il presidente Francesco Profumo e il neo amministratore delegato Massimiliano Bianco hanno presentato il massiccio piano di investimenti, risparmi e sviluppo che riguarderanno Reggio Emilia, Parma Piacenza, Genova e Torino. Territori che - in linea di principio - potranno beneficiare di dividendi più generosi qualora il piano manterrà gli obiettivi di medio periodo.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.6100671:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.6100671:1654774435/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La strada della crescita parte prima di tutto dalle sinergie previste che sono pari a 75 milioni, l'80% delle quali ottenuto entro il 2018 mentre il raddoppio stimato dell'utile «permetterà una crescita del dividendo per azione compatibile con gli obiettivi di 'deleveraging' perseguiti», afferma una nota del gruppo. «La strategia perseguita è quella di completare il proprio portafoglio di business spostandosi da un livello provinciale ad uno regionale - aggiunge Iren - e consolidando per quanto possibile società locali nelle quali si possiede già delle partecipazioni. Nonostante le diverse opportunità presenti sul mercato, che il gruppo è fortemente intenzionato a cogliere, è stato adottato un approccio prudente e non sono state inserite nel piano operazioni di M&A», spiega la multiutility.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11048534:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/03/14/news/iren-altri-9-milioni-ai-comuni-reggiani-1.11048534]]
«Il nuovo piano industriale su cui il gruppo ha intensamente lavorato nei primi sei mesi dell'anno costituisce un punto di svolta, ponendo l'accento sul concetto di "cambiamento", quale asse strategico principale» commenta il presidente di Iren Francesco Profumo. «Il cambiamento insieme all'innovazione tecnologica» - conclude Massimiliano Bianco, amministratore delegato del gruppo - saranno anche alla base delle importanti attività di integrazione, razionalizzazione dei processi e massima ricerca dell'efficienza che nei prossimi anni connoteranno la vita di Iren, consentendo il raggiungimento di importanti sinergie».
La società ha approvato quindi il suo piano industriale al 2020 che prevede, come detto, un utile netto sostanzialmente raddoppiato e un Ebitda pari a circa 860 milioni di euro, in aumento di circa 220 milioni di euro rispetto al 2014, con un tasso di crescita annua del 5,1%. L’85% di tale risultato, spiega la società, verrà raggiunto già nel 2018.
Previste sinergie pari a 75 milioni di euro, l’80% delle quali ottenuto entro il 2018, e investimenti cumulati per circa 1,8 miliardi di euro, di cui 630 milioni in sviluppo. Sul totale degli investimenti, 450 milioni (circa il 3% del fatturato cumulato in arco piano) saranno dedicati a progetti aventi caratteristiche tecnologiche innovative.Il piano prevede inoltre una riduzione del debito di circa 300 milioni di euro e sotto i 2 miliardi.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11630797:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11630797:1649480261/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
RISPARMI CON IL TURNOVER Il piano di turnover generazionale lanciato alla fine del 2014 che, in arco piano, consentirà di acquisire tramite assunzioni mirate circa 600 "nuovi talenti" in grado di portare all’interno del Gruppo nuove competenze per meglio affrontare le sfide future. Il cambio porterà giovani leve nell'azienda con una immediata ricaduta sui costi fissi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
