Licenziato dipendente dal doppio lavoro
Il messo notificatore faceva il gommista in nero e nelle ore di servizio andava a fare la spesa e sbrigava le proprie faccende
REGGIO EMILIA. E’ stato sorpreso mentre nell’orario di lavoro andava a fare la spesa o svolgeva alcune incombenze personali, come recarsi in banca o all’Inps. Poi andava a casa, ci restava qualche ora, e quando tornava in Comune attestava falsamente di essere stato in servizio. Nel pomeriggio inoltre lavorava in nero presso un gommista della città. Per questo un messo notificatore del Comune di Reggio, il 56enne S. M., residente a Puianello, è stato licenziato in tronco, senza preavviso, per giusta causa. Inoltre è stato denunciato alla procura per i reati di truffa aggravata, peculato d’uso e falsità ideologica.
A incastrare il dipendente comunale sono stati gli agenti della polizia municipale di Reggio, che hanno svolto accertamenti dal 9 aprile al 4 maggio, effettuando 13 giorni di appostamenti con auto senza insegne e personale in borghese.
Tutto ha avuto inizio a seguito di una segnalazione anonima giunta ai primi d’aprile all’ufficio anagrafe, nella quale si diceva che il messo aveva un secondo lavoro. Il caso è stato preso in carico dalla polizia municipale, che ha subito avviato i pedinamenti per verificare la denuncia, che comunque appariva circostanziata e dunque piuttosto credibile. Si è così scoperto che l’uomo in orario d’ufficio si recava all’Ipercoop, dal suo assicuratore, in banca, dal sindacato, alle poste e all’Inps. Inoltre tornava a casa e vi rimaneva due o tre ore in media, «forse per mangiare o riposare un po’». Nella mattinata l’uomo si recava anche in una ditta di riparazioni e pneumatici, ma solo per qualche minuto, forse per prendere accordi: poi vi faceva ritorno per lavorare 4 ore al pomeriggio, in media 3 o 4 volte a settimana. Questo è quanto emerso nei giorni degli appostamenti ed è stato documentato con foto e video che sono agli atti.
Questi comportamenti hanno portato a una sfilza di contestazioni pesanti. La truffa aggravata ai danni del Comune per aver svolto attività personali durante l’orario di lavoro con l’auto di servizio. Il peculato d’uso per aver usato la Panda dell’ufficio notifiche a fini personali. La falsità ideologica per aver attestato la propria presenza in servizio e ottenere un’ingiusta remunerazione. Il secondo lavoro ha inoltre consentito il licenziamento per giusta causa, in quanto qualsiasi attività extra dei dipendenti della pubblica amministrazione deve essere autorizzata, cosa che ovviamente non è avvenuta in questo caso.
La polizia municipale ha segnalato la vicenda anche alla Direzione provinciale del lavoro (che a sua volta aveva ricevuto la stessa missiva anonima spedita al Comune), e alla Guardia di finanza, perché il messo si faceva ovviamente pagare in nero. Accertamenti sono in corso anche sul gommista e sulle modalità con le quali l’impresa paga gli altri collaboratori.
La notizia dell’inchiesta e del licenziamento è stata data ieri dal comandante della polizia municipale, Antonio Russo, che ha tenuto a fare una premessa. «Nel Comune di Reggio ci sono più di 1.500 dipendenti. Ci può essere qualcuno che si comporta in modo scorretto, ma la quasi totalità delle persone è onesta, perbene, e fa ogni giorno il proprio lavoro con scrupolo. Vicende come quella portata alla luce non tolgono nulla alla qualità, professionalità e serietà di tutti gli altri e su questo vorremmo che non ci fossero travisamenti di sorta. Vogliamo anche sottolineare che la pubblica amministrazione ha la volontà di espellere chi si comporta in modo scorretto».
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