«Medie con finestre aperte e l’antifurto non funziona»
Scandiano: dopo il furto alle scuole, la protesta di una rappresentante di classe Il sindaco promette interventi rapidi, i 5 Stelle: «Qualcuno deve risponderne»
SCANDIANO. Fra polemiche e lavori in corso, sono ancora aperte le ferite lasciate dal furto alla scuola media di Arceto negli ultimi giorni di maggio, seguito poi da un secondo colpo all’elementare arcetana, a poche centinaia di metri di distanza. Il danno maggiore è stato subito dalla scuola media, in cui sono stati rubati computer portatili, strumentazione elettronica e lavagne interattive ormai abitualmente usate per l’attività didattica. Oltre che materiale messo a disposizione dalla parrocchia per un evento in programma in quei giorni, a conferma che chi ha commesso il furto era ben informato su cosa si muovesse in zona e su quando trovare un bottino più corposo, attorno ai 10mila euro.
Una parte della festa per la fine dell’attività didattica è stata sospesa, perché il necessario è stato sottratto durante l'effrazione. La vicenda ha provocato tensioni e qualche malumore con l'amministrazione comunale. Perché, sostiene in una lettera aperta Licia Durzu, mamma di uno degli studenti e rappresentante di classe, «la scuola media di Arceto è sì dotata di impianto antifurto, ma non funzionante da parecchi anni, malgrado le numerose richieste di ripristino fatte dalla scuola al Comune».
Inoltre, «le finestre si aprono dall'esterno e l'impianto di illuminazione del parco scolastico è guasto da tempo».
E ora arriva l’amarezza: «Noi genitori ci adoperiamo da anni nella raccolta fondi per l'acquisto di apparecchiature per i nostri ragazzi, e scoprire che il Comune, malgrado i vari solleciti, non ha fatto nulla per mettere in sicurezza la "nostra" scuola mi fa arrabbiare». La soluzione, per la mamma, è chiedere al Comune di «reintegrare a sue spese le apparecchiature sottratte, aggiustare quanto distrutto, ripristinare l'antifurto, l'illuminazione del parco e mettete in sicurezza gli accessi», rivolgendosi agli altri genitori arcetani per fare fronte comune.
Un primo confronto è arrivato sabato scorso, quando il sindaco Alessio Mammi e l'assessore alla scuola Alberto Pighini hanno preso parte alla festa e hanno incontrato i genitori arcetani. È stata l'occasione per ricordare che gli interventi sulla scuola non sono ordinari, ma di manutenzione straordinaria, e hanno un costo piuttosto elevato. Si proverà a realizzarli in tempi brevi, usando come fondi una quota di azioni Iren che verranno dismesse: il ricavato servirà per opere alle scuole del territorio, e l'impianto dell'edificio arcetano è ai primi posti della lista. Sono già stati richiesti diversi preventivi ad aziende specializzate, per poter poi procedere prima possibile.
Sulla vicenda il Movimento 5 Stelle scandianese parla di «un quadro allucinante fatto di segnalazioni non raccolte e di negligenze che hanno dell'inammissibile». «Se è tutto vero... Siamo di fronte ad un fatto gravissimo», affermano i pentastellati, che poi si rivolgono a Mammi: «Ci risulta che, conseguentemente all'episodio, abbia deciso di sistemare l'impianto. Ma resta da chiarire quanto accaduto fino ad oggi. E' vero che esisteva un impianto antifurto ma che non era funzionante? E' vero che le segnalazioni della scuola non hanno avuto seguito? E' vero che le finestre si aprono dall'esterno?» Perché, conclude il M5S, «se tutto ciò corrispondesse al vero, qualcuno del Comune dovrebbe essere chiamato a risponderne».
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