«Senza lavoro e con quattro figli: aiutateci»
San Polo: l’appello di una famiglia italiana sfrattata da casa perché non riesce più a pagare l’affitto
SAN POLO D’ENZA. Senza un lavoro fisso da tre anni, con moglie e quattro figli da mantenere e uno sfratto esecutivo che pende da lunedì sulla famiglia che, entro dieci giorni, riceverà la visita dell’ufficiale giudiziario. E’ la drammatica storia di Cosimo Repole, originario di Benevento e in Emilia dal 2001 quando, per motivi di lavoro, si trasferì nel Parmense, a Traversetolo, insieme alla moglie Paola Repole e al primogenito, che all’epoca aveva tre anni. Lavorava come aiuto pressuratore per un’azienda di Traversetolo e, con i colleghi, era spesso all’estero, in particolare nei paesi del Nord Africa (Tunisia e Marocco): facevano sondaggi nei terreni. Lo stipendio era buono, anzi ottimo, e nel giro di tre anni la famiglia si è allargata: sono nati altri tre figli, che oggi hanno 13, 12 e 11 anni. Nel 2012, però, l’azienda per cui lavorava ha chiuso i battenti e Cosimo Russo, che oggi ha 43 anni, da tre anni non ha un lavoro fisso: «Ho lavorato otto mesi per un’azienda, ma era un contratto a termine, sono disposto a lavorare come muratore, o anche in una stalla, ma purtroppo sembra impossibile trovare un impiego che mi consenta di mantenere la famiglia e, soprattutto, di pagare l’affitto».
I problemi, per la famiglia, sono iniziati già quando abitava nel Parmense, quando Cosimo, la moglie 36enne e i quattro figli avevano chiesto aiuto prima al Comune di Traversetolo, poi a quello di Langhirano e, infine, alla Comunità Pedemontana di Parma.
Risultato? Dopo aver trovato un alloggio provvisorio per la famiglia, il Comune di Traversetolo, con fondi regionali, ha pagato l’affitto per un anno alla famiglia, in una casa a San Polo. Ma perché fuori dalla provincia di Parma? Forse per “scaricare” poi i problemi sul nuovo Comune di residenza?
«Finiti quei dodici mesi, ci siamo trovati in questa casa, con un affitto da 500 euro al mese più le spese condominiali e, da circa un anno, non riusciamo a pagare. Il proprietario, giustamente, ci ha sfrattati e ora stiamo imballando la nostra roba, in attesa che arrivi l’ufficiale giudiziario. Ma siamo disperati e non sappiamo a chi rivolgerci. Il Comune di San Polo ci ha detto che non può darci una casa e che, al massimo, può prendersi cura dei miei quattro figli minorenni. Ma noi, che fine facciamo? Andiamo a vivere sotto un ponte, lontani dai nostri ragazzi? Qui non abbiamo le famiglie, nessuno che ci possa dare una mano».
Cosimo Russo lancia un appello, a chiunque possa aiutare lui e la sua famiglia, a uscire da questa situazione molto difficile: «Non voglio regali, vorrei solo potermi guadagnare da vivere e poter pagarmi l’affitto, magari in una casa meno costosa. Sono pronto ad adattarmi a tutto, sia come lavoro sia come alloggio, purché io possa continuare a vivere insieme ai miei figli».
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