Ubriaco in moto fugge dopo l’alt
Carpineti: inseguito e fermato dalla polizia stradale sulla provinciale, patente ritirata e multa salata
CARPINETI. Gli agenti gli fanno cenno di fermarsi ma lui, in tutta risposta, apre la manopola del gas e supera a tutta velocità la pattuglia della polizia stradale di Castelnovo.
È successo domenica scorsa sulla strada provinciale 98, che da Cigarello conduce a Viano.
Per nulla impreparati di fronte alla reazione del motociclista, un paio di agenti della Polstrada si sono messi al suo inseguimento. E a poco è servito che l’uomo, sentendosi braccato, si sia infilato nel cortile di una casa per far perdere le sue tracce. In poco tempo gli agenti lo hanno trovato e hanno anche capito il motivo di quella fuga disperata: il suo alito emanava un forte odore di alcol.
Sottoposto alla prova con l’etilometro, il motociclista ha fatto registrare un valore di oltre 2,5 g/l, un tasso cinque volte superiore al limite imposto dal codice stradale.
Immediato il ritiro della patente di guida e il sequestro della moto, mentre ora la definizione della pratica passerà al giudice del tribunale di Reggio Emilia, che dovrà stabilire la pena e la conseguente multa (che potrebbe essere di diverse migliaia di euro).
Inutili le suppliche dell’uomo: accanto alle sanzioni accessorie, infatti, la norma prevede che chi viene trovato alla guida con un tasso alcolemico superiore al limite si sottoponga a una serie di accertamenti davanti alla commissione medica provinciale per stabilire se il consumo di alcolici è stato occasionale o è in forma cronica. Inoltre vi è la forte possibilità che la moto sia confiscata e successivamente venduta all’asta, mentre la sospensione del documento di guida potrebbe giungere fino a due anni.
Sempre durante la giornata di domenica, poi, la polizia stradale castelnovese ha sequestrato una moto priva di assicurazione, e ha sospeso le carte di circolazione di altre due, che non erano state sottoposte alla revisione periodica.
Da segnalare anche diverse contestazioni elevate a carico di motociclisti che non avevano inserito il cosiddetto “db-killer” nel dispositivo silenziatore, volendo probabilmente imitare il rombo dei motori che si sprigiona in occasione dei motoGP del campionato mondiale, che proprio domenica scorsa si è disputato in Spagna.
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