Gazzetta di Reggio

Reggio

blitz della municipale

Il Comitato Gardenia “ispira” l’arresto dello spacciatore

di Tiziano Soresina
Il Comitato Gardenia “ispira” l’arresto dello spacciatore

EMILIA. Dice che con la pensione misera che percepisce non ce la fa a campare e spaccia droga per poter sopravvivere. Ma dietro alle parole del 59enne Tommaso Vena – arrestato martedì dalla...

2 MINUTI DI LETTURA





EMILIA. Dice che con la pensione misera che percepisce non ce la fa a campare e spaccia droga per poter sopravvivere.

Ma dietro alle parole del 59enne Tommaso Vena – arrestato martedì dalla Municipale – c’è un lungo vissuto delinquenziale fatto proprio di spaccio (l’ultimo guaio con la giustizia è dell’agosto scorso) e, di recente, anche le numerose segnalazioni di residenti nonché del Comitato Gardenia per il notevole andirivieni, nel quartiere, di tossicodipendenti dall’abitazione del pluripregiudicato.

Spunti investigativi sviluppati dal nucleo antidroga della polizia municipale prima con una serie di appostamenti, poi con la possibilità di agire con in mano il decreto di perquisizione disposto dal pm Valentina Salvi.

E il blitz nella casa di Vena (in via Dall’Aglio) si è tramutato in una sorta di “caccia al tesoro”, perché il 59enne ha cercato in ogni modi di nascondere la sua attività di spacciatore, ma non è bastato: in sala da pranzo, specificatamente nelle canalette coprifilo elettrico, è stato trovato un bilancino con tracce di droga, mentre da una credenza spuntano bicarbonato e ritagli di sacchetti di plastica da usare per confezionare le dosi, infine nella controsoffittatura della cantina vengono rinvenuti oltre cinque grammi di cocaina suddivisi in 11 dosi (il tutto occultato dentro un pacchetto di sigarette). Sequestrati anche 140 euro in contanti e il cellulare dell’indagato (ora sono al vaglio i suoi contatti). Per chi indaga il quartiere Gardenia è il territorio “controllato” da Vena che, per i suoi trascorsi, ha agganci importanti con fornitori di “polvere bianca” sia italiani che stranieri.

Ieri mattina – difeso dall’avvocato Federico De Belvis – il 59enne ha ammesso di essere uno spacciatore, rimarcando i problemi economici legati alla pensione risicata che non gli permette di mantenersi.

Il giudice Cristina Beretti ha convalidato l’arresto e, valutando l’età nonché lo stato di salute dell’indagato, ha ritenuto più adeguati gli arresti domiciliari piuttosto che il carcere. Se ne riparlerà in tribunale a fine mese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google