Gazzetta di Reggio

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ESAMI AL VIA

La Resistenza sbarca alla maturità con Fenulli

di Michele Bellelli
La Resistenza sbarca alla maturità con Fenulli

Protagonista della traccia il partigiano reggiano fucilato nel 1944 alle Fosse Ardeatine

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REGGIO EMILIA. Esami di maturità. Ieri, il primo giorno dedicato alla prova d’italiano. Per quanto riguarda il tema storico, per la prima volta è stato proposto un brano scritto da un eroe della Resistenza: il reggiano Dardano Fenulli. Un ufficiale dell’ esercito regio che dopo l’8 settembre del 1943 partecipò attivamente alla Resistenza e per questo fu condannato a morte.

Dardano Fenulli nacque il 3 agosto 1889 a Reggio. Naturalmente partecipò anche alla prima guerra mondiale e, come già il padre, ricevette una decorazione alla memoria, in questo caso una medaglia di bronzo al valor militare. Dopo la guerra Dardano Fenulli passa al reggimento Nizza Cavalleria col grado di capitano. Quando la seconda guerra mondiale è ormai alle porte, nel maggio 1940, col grado di colonnello, diventa comandante del reggimento Lancieri Vittorio Emanuele II, carica che mantiene fino al gennaio 1943 quando viene promosso generale di brigata. Con questo reparto partecipa all'invasione e all'occupazione della Jugoslavia.In seguito viene assegnato al comando della divisione territoriale di Bologna e alla divisione corazzata Ariete fino all'armistizio. L'8 settembre 1943 il maresciallo Badoglio annuncia la resa dell'Italia agli Alleati per poi fuggire col re Vittorio Emanuele III verso Brindisi. Contemporaneamente i tedeschi fanno scattare il piano "Alarico" per l'occupazione militare: uno degli obiettivi principali è, naturalmente, la conquista di Roma. Esercito e popolo tentano vanamente di opporsi all'attacco nazista nei giorni 9 e 10, ma la battaglia è perduta. Fra i pochi leader che non sono fuggiti vi è il generale Dardano Fenulli che guida in azione i suoi uomini a Ciampino. Dopo l'occupazione della capitale dà vita al movimento di Resistenza clandestino. Ma a seguito della delazione di una spia viene arrestato nel gennaio 1944 e rinchiuso nelle carceri di via Tasso. Qui viene torturato anche dal colonnello Herbert Kappler perchè riveli i nomi dei suoi compagni. Il 24 marzo 1944, insieme ad altri 334 martiri, viene portato alle cave delle Fosse Ardeatine e fucilato per rappresaglia all'attentato partigiano di via Rasella.

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