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Nuovi finanziamenti per il teatro Asioli col passaggio all’Ater

Serena Arbizzi
Nuovi finanziamenti per il teatro Asioli col passaggio all’Ater

Potrà accedere al Fondo unico per lo spettacolo mentre l’ente regionale non si interesserà solo di danza

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CORREGGIO (REGGIO EMILIA). Importante cambiamento nella gestione del teatro Asioli, gioiello culturale della città e sede di numerosi spettacoli che costituiscono il cuore pulsante di diverse discipline artistiche. La gestione dell’Asioli passerà infatti da Emilia Romagna Teatro (Ert) ad Ater, storica associazione di enti pubblici e privati, da anni punto di riferimento del sistema spettacolo. La decisione è arrivata nei giorni scorsi dopo un confronto serrato avviato fra istituzioni, cittadinanza, operatori teatrali per capire quale sarebbe stato il futuro a fronte dell’evoluzione normativa che ha decretato la fine del teatro stabile pubblico della Regione, divenuto fondazione nel 2001, oggi teatro nazionale.

Al termine del percorso, è stato dato ufficialmente l’annuncio: la gestione del teatro Asioli sarà nelle mani dell’Associazione Teatrale Emilia Romagna. Si tratta di un passaggio fondamentale soprattutto per quanto riguarda la possibilità di intercettare fondi per le attività teatrali. Una necessità, quella di reperire finanziament, che, in questi tempi di crisi economica anche nel settore della cultura, è più che mai tra le priorità di chi gestisce una macchina affascinante ma così complessae come il teatro.

«Per potere accedere ai fondi nazionali del Fus, ovvero il Fondo Unico per lo Spettacolo – spiega l’assessore regionale alla cultura, Massimo Mezzetti – è necessario che l’ente che li richieda non abbia tra i compiti la produzione. Ad Ert, invece, era stato assegnato come compito proprio la produzione: un aspetto che rendeva impossibile accedere al Fus. Questa mancata possibilità di richiedere finanziamenti, si traduceva in un duplice danno, sia per l’Ert, che non avrebbe potuto richiedere fondi, sia per ogni singolo teatro».

Ogni teatro, infatti, potrebbe percepire dal Fondo Unico per lo Spettacolo dai mille ai 1500 euro per ogni borderò. «Una possibilità garantita dall’accordo triangolare che abbiamo siglato tra Regione, Ert e Ater – conclude Mezzetti – Ater, dopo il passaggio di gestione, ritorna alla sua funzione originaria che contemplava anche l’aspetto teatrale, mentre fino ad oggi si è occupata prevalentemente di danza. Il quantum preciso, ovvero l’entità del finanziamento che sarà possibile intercettare ci deve ancora essere comunicata».

Ater si consolida così come primo circuito teatrale in Italia, fornendo servizi nel campo della musica sinfonica, della danza e del teatro di prosa. Negli anni Ater ha dato vita ad alcuni celebri organismi di produzione come la fondazione Toscanini, Aterballetto e la stessa Ert. Oggi sta aspettando dal ministero il riconoscimento di circuito regionale multidisciplinare, una nuova figura che opererà in tutti i settori (musica, danza e posa) a livello regionale e nazionale.

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