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Reggio Emilia, corteo di solidarietà per i profughi

Reggio Emilia, corteo di solidarietà per i profughi

La manifestazione, organizzata da Città Migrante, si svolgerà venerdì 19 in occasione della giornata mondiale dei rifugiati

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REGGIO EMILIA. Un corteo in favore dei rifugiati. E' la manifestazione organizzata a Reggio Emilia dall'associazione Città Migrante in occasione della giornata mondiale del rifugiato, che si celebra venerdì 19 giugno. Il corteo prenderà il via in bicicletta alle 19 dall'ex magazzino dei formaggi di via Gramsci, uno degli stabili occupati da alcuni migranti e profughi, sede anche della ciclofficina Raggi Resistenti, con arrivo al Centro Loris Malaguzzi, dove si unirà a “Gira la storia. Geopedalata tra storie native e storie migranti”, iniziativa organizzata da Progetto Sprar, Comune di Reggio Emilia e Cooperativa Dimora D’Abramo. Dalle 20.30, verranno ascoltate  storie raccontate da migranti.

"In questa giornata mondiale del rifugiato - spiegano da Città Migrante - vogliamo provare a fare un bilancio per capire a cosa ci troviamo davanti oggi. Continue stragi in mare, persone che fuggono da guerre e miseria alla ricerca di un futuro migliore e non hanno altre alternative per raggiungere l’Europa se non quella di affidare la loro vita a trafficanti di esseri umani, a barche fatiscenti investendo tutto quello che hanno per intraprendere i cosiddetti viaggi della speranza. Questi flussi non si arrestano perché chi è disposto a rischiare la vita per arrivare in Europa non ha altra scelta o possibilità. Perché? Perché nel mondo i conflitti sono molti e in molti paesi si muore di fame e di malattia. Perché non esistono canali di accesso regolari. Perché queste persone non possono entrare in Europa con visti di ingresso. Perché non ci sono canali umanitari per chi fugge dalla guerra".

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Secondo l'associazione, "questa è la politica della gestione dei flussi migratori. E le vittime sono i migranti. Gli ultimi scandali di Mafia Capitale, che ormai non sono più una novità in quanto è il sistema a permettere cose di questo tipo, dimostrano come i migranti sono vittime anche del business che si crea intorno all'accoglienza, dove i fondi finiscono nelle tasche di gestori e politici corrotti, gettando inoltre discredito su tutto il mondo della cooperazione".

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Nel 2015, secondo quanto riferiscono dall'associazione, il budget stanziato per Frontex (che ha come scopo il coordinamento del pattugliamento delle frontiere esterne aeree, marittime e terrestri degli Stati della UE e l'implementazione di accordi con i Paesi confinanti con l'Unione europea per la riammissione dei migranti respinti lungo le frontiere ) è stato incrementato del 14% rispetto allo scorso anno. Sono stati stanziati 114 milioni di euro.

"Denaro che potrebbe essere utilizzato per l’accoglienza in diversi paesi europei fra cui il nostro - concludono da Città Migrante - Questi stessi migranti subiscono doppiamente la violenza del confine, prima rischiano la vita e poi, se superstiti, rimangono ingabbiati nei regolamenti di Dublino che obbligano a richiedere asilo nel paese di arrivo e li rimanere. Arrivati in Italia devono restare nel territorio, non possono scegliere di ricongiungersi ai propri familiari in uno stato membro dell’Unione, non possono raggiungere reti amicali o paesi dove il tasso di occupazione è maggiore. Alcune di queste persone a Reggio Emilia, così come in tante altre parti di Italia hanno deciso di riprendersi il diritto all’abitare e a una vita degna occupando degli stabili lasciati all’abbandono. Alcune di queste persone sono state denunciate per l’occupazione e si troveranno ad affrontare per questo un processo. La giustizia, quella legale fa il suo corso, mentre la giustizia sociale arretra".

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