Scoperta frode fiscale da 4,5 milioni
Denunciati per fatture su operazioni inesistenti i due amministratori di una società “cartiera”, Iva evasa per 2,5 milioni
REGGIO EMILIA. Una frode fiscale da 4,5 milioni di euro realizzata attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, Iva evasa per 2,5 milioni di euro e due persone denunciate per avere commesso diversi reati fiscali. E’ il bilancio dell’operazione della Guardia di Finanza di Sassuolo e coordinata dalla Procura di Modena che era partita da una verifica fiscale nei confronti di una società sassolese, attiva nel commercio all’ingrosso di materiale elettrico e nell’installazione di impianti elettrici industriali.
L’indagine è il risvolto modenese di dell’operazione “Bulldozer”, condotta dalle Fiamme gialle di Trento poco meno di un anno fa e che aveva portato all’arresto dell’imprenditore 51enne di Albinea Luca Bassi e alla denuncia di altri 4 reggiani: gli investigatori avevano scoperto una complessa frode fiscale “a carosello” per circa 60 milioni di euro di evasione, imperniata principalmente su un enorme volume di fatture false.
Da lì sono partiti accertamenti anche sul versante modenese e, nello specifico, su un’azienda di Sassuolo intestata a un prestanome e risultata riconducibile a un imprenditore reggiano già coinvolto nell’inchiesta Bulldozer.
Grazie all'attività di indagine i finanzieri hanno scoperto un sistema fraudolento che, attraverso società “cartiere” parzialmente operative nel territorio delle provincie di Reggio, Trento e Milano hanno fornito, nel tempo, fatture per operazioni inesistenti, al fine di abbattere i redditi imponibili e creare fittizi crediti Iva da compensare o chiedere a rimborso. Le società interessate, molte delle quali riconducibili allo stesso soggetto, avevano messo a punto un vero e proprio meccanismo evasivo basato su acquisti e vendite fittizie di merce. In particolare, dalle indagini bancarie è emerso che i pagamenti delle operazioni commerciali venivano effettuati attraverso i conti correnti delle società e, contemporaneamente veniva rilevata la retrocessione di somme di denaro mediante accrediti sui conti correnti personali degli amministratori delle società acquirenti, che erano gli stessi delle società venditrici.
Al termine delle indagini, le Fiamme Gialle di Sassuolo hanno denunciato a piede libero due persone. Si tratta degli amministratori delle società: un 50enne reggiano e un 44enne di Maddaloni (Caserta).
Sono ritenuti responsabili di emissione e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, nonché per infedele ed omessa dichiarazione dei redditi e Iva.
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