Gazzetta di Reggio

Reggio

Alla Parmeggiani splende il “Salvatore” dipinto da El Greco

di Luciano Salsi
Alla Parmeggiani splende il “Salvatore” dipinto da El Greco

Il capolavoro “ritrovato” grazie ad un impeccabile restauro Ora si pensa di recuperare anche il trittico di Van Eyck

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Dal 1928 il Cristo dipinto da El Greco nel tardo Rinascimento protende la mano a benedire i visitatori della galleria Parmeggiani, che l'anno scorso ha registrato tredicimila presenze. Ora il volto ieratico del "Salvatore benedicente" rifulge nei colori originali della tela, in fondo al salone centrale, grazie all'impeccabile restauro eseguito nel giro di due mesi da Maria Dell'Amore nel suo studio di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna. La direttrice dei musei civici Elisabetta Farioli ieri ne ha mostrato con orgoglio il risultato in presenza della restauratrice, del sindaco Luca Vecchi e degli sponsor Giovanni Fracasso, presidente del Rotary Club Reggio Emilia Val di Secchia, e Angelo Drusiani, della Banca Albertini Syz. Infatti pagando una fattura scontata e relativamente contenuta, di 2.500 euro, la nostra città ha recuperato il valore effettivo di un'opera straordinaria, che da sola può attirare un numero considerevole di turisti. In passato, invece, questo capolavoro era rimasto in ombra, anche perchè autorevoli studiosi ne negavano l'autenticità.

Recentemente i dubbi sono stati fugati dalla scoperta delle iniziali dell'autore sotto un vecchio strato di vernice e il dipinto, citato anche nel catalogo della grande mostra dedicata l'anno scorso a El Greco nel quarto centenario della morte dal museo del Prado a Madrid, s'appresta a traslocare temporaneamente a Treviso nella prestigiosa Casa dei Carraresi per un'esposizione dedicata all'artista spagnolo nativo di Creta, la cui fama internazionale sta rapidamente aumentando. Intanto Elisabetta Farioli cerca di attirare l'attenzione dei mecenati sul secondo capolavoro meritevole, a suo parere, di un restauro: il trittico di Van Eyck raffigurante la Madonna con il Bambino, collocato sulla destra del Salvatore. E' toccato al sindaco sottolineare la necessità di compiere un salto di qualità nelle attività espositive grazie all'ormai avviata collaborazione fra le istituzioni pubbliche e i privati.

«Il dipinto restaurato - ha aggiunto Fracasso - è un unicum, il cui autore appare oggi attualissimo anche per il confronto con l'arte bizantina a cui El Greco si richiamava. La città ne è considerevolmente arricchita». Anche Drusiani ha manifestato compiacimento per l'esito dell'operazione.

«Il Salvatore benedicente - ha ricordato Elisabetta Farioli - apparteneva alla collezione dell'inglese Charles Robinson. Nel 1869 fu acquistato a Parigi. Allora incominciava a diffondersi la fama dell'autore, che in vita era stato poco apprezzato. Manet ne rimase folgorato». Maria Dell'Amore ha illustrato le fasi del suo lavoro meticoloso: «L'opera - ha spiegato - aveva una copertura di vernice alterata. Dopo un'analisi approfondita con la lampada di Wood l'abbiamo rimossa riscoprendo le tonalità originali, che ci hanno permesso di ricreare l'azzurro, il carminio e gli altri colori più vivaci scelti dal pittore. Inoltre abbiamo rimediato a un piccolo sfondamento della tela».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google