Latino e matematica? Una passeggiata
Gli studenti del liceo “Ariosto-Spallanzani” escono con il sorriso. «Tacito? Tra gli autori papabili». «Il problema? Fattibile»
REGGIO EMILIA. Escono dalle classi quando la tensione ormai si è sciolta e dopo ore di concentrazione raccontano con tranquillità come pensano che sia andata la seconda prova dell’esame di maturità. Gli studenti dei licei Classico e Scientifico Ariosto-Spallanzani di Reggio non sembrano essere stati colti impreparati, segno che durante l’anno con i loro professori hanno lavorato bene. «La versione di latino di Tacito ce l’aspettavamo - dice Federica Lusuardi dell’Ariosto -. Era uno degli autori più papabili. Però quando lo hanno annunciato ho avuto un po’ di apprensione, poi alla fine è andata abbastanza bene, almeno spero». Valeria Bussei aggiunge: «La versione non era difficile e durante l’anno ne abbiamo fatte di ben più complicate dal punto di vista sintattico». Per Federico Manzotti «era però abbastanza lunga, 16 righe, anche se non molto difficile». Eleonora Cocchi dice di aver sperato «che ci fosse proprio Tacito e dunque mi è andata bene», mentre Silvia Bonini «se l’aspettava» ma sperava che ci fosse un altro autore. Elena Sciortino sostiene che «poteva andare peggio, anche se è ritenuto un autore difficile». Diana Bota sottolinea che «sono cinque anni che ci prepariamo a questo momento» mentre Vittoria Reverberi aggiunge che la prova è stata «in linea con quelle svolte durante l’anno». Insomma, i ragazzi del Classico hanno archiviato la seconda prova e ora sono concentrati sull’ultimo scritto di lunedì.
Gli studenti dello Scientifico hanno fatto i conti per la prima volta con una prova di matematica applicata a un problema concreto. Una novità che non ha generato particolari patemi d’animo, almeno negli studenti dello Spallanzani. «Mi aspettavo di peggio, sono argomenti che abbiamo svolto durante tutto l’anno. Quella di matematica per noi resta comunque una prova impegnativa in quanto c’è molto da ripassare», dice Carla Dottori. L’amica Giorgia Ferrante aggiunge che quest’anno c’era la difficoltà della nuova prova, «ma si riusciva a fare e i quesiti me li aspettavo più difficili». Eleonora Bigliardi ammette che il giorno prima era molto agitata, ma anche lei appare confortata: «Pensavo peggio, i quesiti li ho trovati non troppo difficili. A questa prova ci si pensa già dall’inizio dell’anno scolastico e i professori in questi mesi ci hanno messo abbastanza sotto pressione». Alessandro Endrighi dice di aver avuto «abbastanza paura per la nuova prova, perché non si sapeva bene in cosa consistesse, e non era del tutto chiaro come sarebbe stata, ma alla fine devo dire che era abbastanza fattibile». Edoardo Giangrandi spiega: «Durante l’anno ci siamo preparati bene grazie ai nostri insegnanti e dunque sono fiducioso». Per Marco Rossi la complessità della prova è stata «nella media, simile a quella degli anni scorsi» e Francesca Mandreoli aggiunge che il problem solving «era simile alla simulazione di aprile». Michele Catellani, che spera di «aver fatto bene abbastanza bene», teme di più la prova di lunedì, perché «quattro materie in 3 ore la vedo dura». Dopo la terza prova si inizia con gli orali e poi ci saranno le vacanze. Ma molti hanno già la testa all’Università. «Francamente è un anno che ci penso - dice Endrighi - e ho già sostenuto la prova d’ammissione al Politecnico di Milano. Per me la maturità è solo un passaggio».
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