Mire, spunta l’ipotesi del super reparto
Di fronte al rischio di perdere i finanziamenti prende quota un’alternativa: potenziare i servizi Maternità del Santa Maria
REGGIO EMILIA. Per sbloccare definitivamente i 14 milioni di euro già accantonati nel 2014 mancherebbero soltanto gli ultimi passaggi tecnici. Diverso invece il discorso per i restanti 11 milioni per completare il progetto, che dovrebbero essere accantonati dalla Regione proprio in questo 2015, sui quali aleggia più che mai un punto interrogativo. È per questo motivo che, sul futuro del Mire, da Bologna a Reggio Emilia la politica e gli addetti ai lavori hanno di fatto già aperto un confronto. E, sul tavolo della discussione, non manca una soluzione di compromesso, spostando l’asse del dibattito per assicurare subito l’arrivo delle risorse già stanziate: addio alla costruzione di un nuovo padiglione, sì invece ad un super-reparto Maternità e Infanzia. È questa una delle ipotesi sulle quali si discuterà di qui ai prossimi mesi.
Alcuni consiglieri regionali reggiani hanno già chiesto un confronto con l’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. E solo allora si potranno conoscere le reali possibilità di dare il via alla realizzazione del Mire, finora rimasto sempre e solo sulla carta, sul quale da giornai si stanno addensando sempre più nubi e malumori. Di fatto, si tratterebbe di un nuovo ospedale proprio accanto al Santa Maria e al Core, per un costo complessivo stimato in circa trenta milioni di euro e una superficie di 15 mila metri quadrati: un progetto al quale la politica locale ora come ora non sembra disposta a rinunciare. Ma che, di fronte ad un aut-aut imposto proprio dalla Regione, potrebbe spingere in molti a rivedere le proprie aspettative.
L’obiettivo minimo per la sanità reggiana resta uno: portare a casa il prima possibile i 14 milioni di euro della prima tranche di finanziamento, cifra vincolata l’anno scorso dalla Regione proprio in funzione del Mire. Sul resto del finanziamento, invece, la trattativa appare in salita. Soprattutto alla luce del fatto che da Bologna continuano a rincorrersi voci che danno la Regione poco disponibile ad andare avanti. Di qui la necessità di immaginare un nuovo scenario, dirottando il progetto originario verso l’ipotesi di un super-reparto. Un modo per evitare un muro contro muro con Bologna e per scongiurare il rischio di perdere completamente le risorse.
Un piano che potrebbe prendere forma soprattutto dopo l’inaugurazione del Core, in programma nei primi mesi del 2016. Proprio questa nuova struttura, che comporterà anche nuovi costi di gestione, libererà infatti nuovi spazi all’interno del Santa Maria, dando la possibilità di intervenire sulle attuali collocazioni dei reparti. Come quello di Ostetricia e ginecologia, finora rimasto al di sotto delle potenzialità proprio in attesa della realizzazione dell’ospedale Maternità e Infanzia che, ad oggi, resta un percorso più che mai in salita. Un impasse che la prospettiva del super-reparto contribuirebbe a sbloccare, spianando la strada all’arrivo degli attesi quattordici milioni di euro, da investire nel Santa Maria e in percorsi di Hub e Spoke sul territorio dedicati alla maternità e all’infanzia.
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