Gazzetta di Reggio

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«Teatro Asioli, spettacoli di grande qualità»

di Serena Arbizzi

Correggio, il sindaco IIenia Malavasi spiega le motivazioni della convenzione firmata con l’Ater

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CORREGGIO. L’importante passaggio di testimone da Ert ad Ater nella gestione del teatro Asioli prenderà il via il 1° luglio e la durata della convenzione è prevista fino al 2017. Si tratta dell’inizio di una nuova era, quindi, per l’Asioli, il secondo teatro della provincia per numero di biglietti venduti e programmazione. L’Asioli - da quando ha riaperto nel 2002 dopo una chiusura di circa dieci anni - si è distinto per numeri e qualità offerta, nonostante la crisi economica abbia impattato sugli abbonamenti. Ora, con il trasferimento di consegne da Ert a Ater, si mira ad intercettare quei fondi che garantiranno un ulteriore incremento dell’offerta.

«In consiglio comunale abbiamo deliberato a maggio un atto di indirizzo che permetta la sottoscrizione della convezione con Ater – commenta il sindaco, Ilenia Malavasi – Questa convenzione terrà conto non soltanto della stagione teatrale, ma anche di altri importanti eventi quali il festival Mundus o il teatro per ragazzi. Ater, con Ert si occuperà dell’organizzazione e della gestione amministrativa e di tutto quello che ruota intorno allo spettacolo. La manutenzione straordinaria invece rimarrà a carico del Comune. Entrando nel vivo della stagione, essa dovrà prevedere un numero di titoli da ottobre a maggio non inferiore a quindici e lo continuerà a fare con la stessa qualità nell’offerta che ci ha sempre distinti».

«Dal punto di vista economico – prosegue la Malavasi – il Comune impiegherà le stesse risorse concesse in precedenza a Ert, con l’aggiunta delle Risorse di Mundus: non ci sarà quindi una variazione della spesa. Avere aderito a questo circuito ci consente inoltre di avere mille euro a spettacolo. Ora inizieremo anche una campagna di sponsorizzazione: siamo l’unico teatro che prevede in calendario due sere per ogni spettacolo. Ogni serata ha una replica, quindi. Una scelta qualitativamente alta, ma anche onerosa».

Sul fronte degli abbonamenti, nella stagione appena conclusa ne sono stati venduti 15 in meno: un calo dovuto alla crisi economica che, però, è stato concomitante con un aumento delle vendite di biglietti per i singoli spettacoli.

«Occorre ricordare il dato soddisfacente della sola stagione teatrale 2014/2015 in cui sono stati venduti 8mila biglietti, 500 in più dello scorso anno, cui bisogna aggiungerne 1000 domenicali per ragazzi, 1500 per repliche scolastiche, 2500 per il jazz per 95 aperture». Infine, sul fronte occupazionale, verrà garantita continuità.

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