“Terra di mezzo” verso una nuova fusione
Parte dal Comune di Cadelbosco Sopra l’ipotesi di accorpamento con Castelnovo Sotto e Bagnolo
CADELBOSCO SOPRA. Una nuova, possibile fusione in provincia di Reggio? È ancora presto per parlarne, ma il consiglio comunale di Cadelbosco Sopra ha approvato l’adesione al finanziamento regionale per avviare uno studio di fattibilità su una possibile fusione dei Comuni di Bagnolo, Cadelbosco Sopra e Castelnovo Sotto.
È il primo dei passaggi previsti dalla giunta dell’Unione Terra di Mezzo, a cui seguiranno i tre rispettivi consigli comunali, che sarà capofila nei rapporti con la Regione Emilia Romagna. L’ipotesi di semplificazione istituzionale infatti rientra in un rapporto di collaborazione tra i Comuni dell’Unione, che già beneficia di un'ampia serie di servizi e funzioni svolti in forma associata.
«L’espressione democratica dei cittadini e delle comunità è il cardine di qualsiasi eventuale percorso di fusione – afferma il sindaco Tania Tellini – Per questo con i colleghi Maurizio Bottazzi e Paola Casali abbiamo scelto di aderire alla possibilità di finanziamento messa a disposizione dalla Regione, affinché ogni ipotesi sia prima di tutto supportata da un quadro conoscitivo solido e da un’analisi chiara che evidenzino in maniera oggettiva gli aspetti positivi e le eventuali criticità da affrontare nel caso si intenda proseguire il percorso. Solo così sarà possibile formulare proposte che possano affrontare i problemi delle nostre comunità. Il processo infatti andrebbe a disegnare una nuova struttura di società, la cui forma e sostanza devono essere costruite partendo dai cittadini e dalle loro esigenze, con la condivisione delle rappresentanze politiche del territorio nel loro insieme».
Lo studio di fattibilità è uno strumento per approfondire e valutare l’opportunità di un percorso sostenuto dalle leggi nazionali e regionali di riordino istituzionale. In questo momento le agevolazioni economiche per i Comuni che scelgono di intraprenderlo prevedono grandi vantaggi: esenzione dal patto di stabilità per 5 anni, opportunità di assumere nuovo personale, possibilità di utilizzare i margini di indebitamento pur salvaguardando forme di collegamento con le comunità locali con l’istituzione dei municipi e mantenendo una differente fiscalità.
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