Unindustria punta tutto sull'area mediopadana
Severi, presidente della sigla reggiana, ribadisce il no all'integrazione con Bologna e Modena e rilancia la creazione di un rete verso ovest con Parma, Mantova, Cremona, Piacenza
REGGIO EMILIA La fusione con Bologna non è nemmeno all'orizzonte e per rilanciare il sistema di Reggio Emilia gli industriali guardano a ovest, puntando alla creazione di una rete - prima di tutto infrastrutturale - che da interessi comuni porti beneficio alle aziende e ai territori.
I sistemi locali di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Cremona, «devono connettersi per definire in maniera condivisa gli obiettivi d'area vasta, gli strumenti per raggiungerli e le conseguenti azioni di lobbying». E' lo sprone lanciato dal presidente degli industriali reggiani Mauro Severi nel suo discorso di oggi all'assemblea annuale di Unindustria, che ha come tema portante appunto la costruzione di un'area vasta «mediopadana» compresa tra quelle di Milano e Bologna.
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«La logistica di Piacenza - insiste Severi- è un valore d'area vasta, la stazione mediopadana e l'aeroporto di Parma sono infrastrutture condivise e i poli universitari e quelli della ricerca devono diventare i nodi di una rete di competenze mediopadane». Infine, «l'alta velocità e la futura connessione con il Brennero sono un'occasione per tutti e tutti devono impegnarsi per far sì che si realizzi in coerenza con le esigenze mediopadane».
Unire le forze, è insomma il messaggio, anche se «mantenendo integre la proprie identità e le rispettive autonomie». Severi lancia quindi «una vera e propria rivoluzione culturale soprattutto se consideriamo il lascito di una storia secolare e il totale e reciproco disinteresse praticato per decenni». Inoltre per il presidente «guardare con nuovi occhi la soggettività mediopadana» significa anche «far si che ciascun attore, amministrativo, economico e sociale, inizi a considerare i propri vicini non come competitori, ma come parte di sè, del proprio futuro e del proprio destino».
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Infatti «è finita l'epoca nella quale chi produceva pensava solo a produrre e chi amministrava pensava solo ad amministrare, determinando logiche parallele condannate a non incontrarsi mai». Ciò detto, conclude Severi, «mi auguro che il futuro assetto amministrativo dell'Emilia tenga conto di queste considerazioni»
La fusione con altre associazioni territoriali del sistema Confindustria, per Unindustria Reggio Emilia, «non è una questione all'ordine del giorno». Lo ribadisce oggi il presidente mauro severi ricordando che lo scorso settembre la giunta dell'associazione di via toschi ha declinato l'invito ricevuto nel 2014 dalle "cugine" di Bologna, Modena e Ferrara a partecipare ad un progetto di fusione da realizzarsi entro il 2016.
«Siamo convinti infatti - spiega Severi - che sia preliminarmente indispensabile valorizzare l'autonomia e la soggettività delle diverse associazioni emiliane impegnandoci per far sì che inizino a operare come una vera e propria rete». Un «network capace di favorire la specializzazione dei diversi nodi per sviluppare servizi di nuova generazione in grado di apportare concreto valore alle imprese».
Oggi insomma, prosegue Severi, «la sfida non è diventare più grandi, ma apprendere a essere più intelligenti, più rapidi, più connessi e dunque più efficaci e innovativi a vantaggio delle imprese e dei territori». Tutto ciò, conclude il presidente, «all'interno della dimensione mediopadana che mi auguro venga assunta -consapevolmente e da tutte le associazioni - come un grande progetto territoriale d'interesse generale».
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