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Unindustria Reggio pensa a una fusione ma a nord-ovest

Unindustria Reggio pensa a una fusione ma a nord-ovest

REGGIO EMILIA. Si celebra oggi, al Teatro Valli l’annuale assemblea di Unindustria Reggio Emilia. Al centro del dibattito di quest’anno, le infrastrutture, quantomai necessarie per la crescita di un...

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REGGIO EMILIA. Si celebra oggi, al Teatro Valli l’annuale assemblea di Unindustria Reggio Emilia. Al centro del dibattito di quest’anno, le infrastrutture, quantomai necessarie per la crescita di un territorio e delle sue imprese. Soprattutto in un momento particolare come quello che sta vivendo l’economia italiana, tutta tesa a cogliere i segni di ripresa e, al tempo stesso, al centro dell’attenzione mondiale grazie ad Expo 2015.

“Costruire l’area mediopadana”, questo il titolo dell’appuntamento che si aprirà con la relazione del presidente Mauro Severi, incentrata proprio sulla necessità di “dare un’anima” al nodo mediopadano. «Una realtà - è il pensiero dominante in via Toschi - che, diversamente da Milano e Bologna, non è esplicita, non ha un nome, eppure esiste da tempo come rete informale di relazioni. Questa “connessione” tra province da già vita a una formidabile piattaforma economica e sociale». Seguirà una conversazione sullo stesso tema, moderata dalla giornalista de La7 Myrta Merlino, tra Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente Anci, Aldo Bonomi, sociologo e presidente consorzio Aaster, Germano Celant, critico e storico dell’Arte contemporanea e Stefano Paleari, rettore dell’Università di Bergamo e presidente conferenza rettori università italiane.

Contrariamente a quanto potrebbe apparire dalla premessa, un solo argomento pare non essere assolutamente all’ordine del giorno: ovvero quello delle possibili aggregazioni con altre associazioni datoriali.

Nelle scorse settimane è nata Confindustria Emilia, che mette insieme le “aquile” di Bologna, Modena e Ferrara. E il primo vagito stato proprio per Reggio, per la quale la neonata associazione sarebbe pronta a spalancarre le porte. Ma a Reggio non ne vogliono sapere.

E non per una aprioristica allergia alle fusioni. Più semplicemente perché si sta lavorando su altri tavoli. E in particolare, a un altro progetto di aggregazione.Quello che punta a mettere insieme le associazioni industriali di Parma, Piacenza, Mantova, Cremona, Reggio e addirittura La Spezia. Un progetto in fase di studio, di cui nessuno in via Toschi parla volentieri, anche perché qualche maldipancia, negli associati reggiani, sembra lo stia creando. Ma tant’è: questa ipotesi di lavoro, sorretta da una determinazione soprattutto politica, è oggi molto più concreta di quanto non lo sia un ripensamento rispetto all’asse Bologna-Modena-Ferrara.

massimosesena

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