Chiede l’affitto d’azienda ma non riceve risposta
Luzzara: un imprenditore interessato all’acquisto della Montanari di Villarotta scopre anche che nel frattempo alcuni macchinari sono stati “manomessi”
LUZZARA. Angelo Bernuzzi, imprenditore di Gussola (Cremona), da oltre un anno tenta di aprire un’attivita per la produzione di pannelli truciolati e pellets in alcuni capannoni dell’ex stabilimento Montanari, a Villarotta, oggi dismesso per effetto del concordato preventivo, ancora in corso, chiesto dai titolari dell’azienda e già autorizzato dal Tribunale di Reggio. Il problema è che nonostante abbia già espletato varie disposizioni di carattere burocratico, non riesce ad ottenere l’autorizzazione per poter iniziare la produzione che darebbe occupazione a 30 operai.
La vicenda è piuttosto complessa. In pratica esiste già un contratto di locazione, c’è una bozza d’accordo per l’affitto di un ramo dell’azienda che l’imprenditore cremonese, attraverso i suoi legali, aveva inoltrato ai professionisti che curano il concordato preventivo e che aveva avuto il “placet” dei creditori.
«E dal 20 novembre 2014 che tento di aprire un impianto che darebbe lavoro a 30 persone. E’ incredibile che non riesca a lavorare a causa di lungaggini burocratiche – ha detto Angelo Bernuzzi – C’è un continuo rimpallo di responsabilità. Ho comprato un intero reparto di sfogliatura, ho acquisito macchine, carrelli elevatori, un impianto di essicazione. Ho perfino fatto un’offerta di 1.200.000 euro per l’acquisto di due capannoni ma non ho ricevuto alcuna risposta. Ho presentato documenti, speso migliaia di euro in carte bollate, preventivi e quant'altro ma non c'è verso di iniziare. Sono in possesso di mail che mi promettevano l'inizio attività a fine 2014. Ho investito per non ricevere nulla. Aspetterò ancora qualche giorno poi, se non avrò risposte, toglierò il disturbo e cercherò altre soluzioni».
Oltre alla burocrazia, l’imprenditore cremonese denuncia un fatto grave: la manomissione di alcune macchine. Bernuzzi ha anche scritto una lettera inviata tramite Pec, che ha per oggetto “prelievi e manomissioni beni aggiudicazione gara telematica”. La missiva ha avuto come destinatari il liquidatore giudiziale dottor Giovanni Crotti, il liquidatore sociale dott. Paolo Bonazzi, il commissario giudiziale dott. Bruno Bartoli, il giudice delegato dott. Luciano Varotti e il dott. Michele Manfredini (studi associati Pedroni): «Vi informiamo che i tecnici da noi incaricati di visionare gli impianti acquistati – si legge nella missiva – ci segnalano prelievi e manomissioni di parti elettriche ed elettroniche senza le quali detti macchinari non sono in grado di funzionare».
La lettera spedita dall’imprenditore cremonese porta la data del 14 maggio. Ad oggi non ha avuto ancora risposta. Intanto 30 operai attendono di poter lavorare ed avere un reddito per mantenere le loro famiglie. Alcuni di questi, ex dipendenti della Montanari, si erano tolti dalla mobilità ed ora rischiano di non avere alcun sussidio.
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