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Solo l’export salva il mercato dei salumi

Solo l’export salva il mercato dei salumi

I dati diffusi da Assica, l’associazione dei produttori industriali: il 2014 è stato un altro anno segnato dalle difficoltà

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REGGIO EMILIA. Il 2014 è stato ancora un anno di grandi sfide per il settore dei salumi e il comparto ha continuato a mostrare segnali di debolezza. Lo ha detto il presidente di Assica, Nicola Levoni, a margine dell'assemblea annuale che si è tenuta all'interno di Palazzo Italia a Expo. La produzione è scesa a 1,165 milioni di tonnellate dalle 1,179 milioni dei dodici mesi precedenti (-1,2%). Ricalcando l’andamento della produzione anche il fatturato è risultato ancora cedente, fermandosi a 7.822 milioni di euro (-1,5%). La ripresa tarda ad arrivare, mentre si sono concretizzate nuove, dall’embargo russo al mantenimento fino a poche settimane fa dei provvedimenti restrittivi imposti dalle autorità americane. Elementi positivi sono emersi sul finire dell’anno quando si sono cominciati ad intravedere piccoli movimenti nella direzione della crescita per quanto riguarda i consumi. E ancora una volta a trainare il comparto oltre la crisi è stato l’export. Secondo Istat nel 2014 le esportazioni hanno raggiunto quota 148.830 tonnellate (+4,7%) per un fatturato record di 1,260 miliardi di euro (+6,3%). A parte l’export,nel 2014 i salumi hanno registrato una nuova flessione sia della produzione sia del fatturato. Nonostante la contrazione complessiva della produzione, prosciutto crudo e cotto, prodotti leader del settore, hanno visto la loro quota scendere al 48,6% dal 48,8% dell’anno precedente e al 52,1% in valore dal 52,4%. La produzione di prosciutti crudi è scesa a 285.200 tonnellate (-2,1%), quella di prosciutti cotti si è fermata a 281.500 tonnellate (-0,8%). Analoghi gli andamenti in termini di valore, con il crudo che ha registrato un calo del -3,1% per 2.154 milioni di euro e il cotto una contrazione del -1,3% per 1.918 milioni di euro. Trend negativo anche per le quantità prodotte di mortadella, attestatesi sulle 167.400 tonnellate (-2%) per 670,4 milioni di euro (-0,7%). Risultato positivo per i wurstel che hanno raggiunto il traguardo delle 70.000 tonnellate (+0,2%) per un valore di 245,4 milioni di euro (+0,3%). Notevole crescita per la produzione di speck, salita a 31.600 tonnellate (+9%) per 318,4 milioni di euro (+8,3%); quella di salame, invece, si è fermata a 108.100 tonnellate (-0,8%) per un valore di 911 milioni di euro (-1,6%). Risultato positivo per la di pancetta (+0,8% per 52.600 ton. e +1% in valore per 243,7 milioni di euro) mentre ha evidenziato una nuova contrazione la coppa (-0,6% per 41.800 ton. e +0,6% in valore per 323 milioni di euro). Infine, ha registrato ancora un trend negativo la bresaola che ha visto la produzione scendere sia in quantità (-0,9% per 15.600 ton)che in valore (-1,7% per 254 milioni di euro).

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