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Farmacie, problema di strategia e di coerenza

Claudio Ghiretti
Farmacie, problema di strategia e di coerenza

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C’è qualcosa che non convince nella strategia adottata dal Comune per le Farmacie Comunali Riunite. Sicuramente Annalisa Rabitti, la nuova presidente nominata dal Sindaco di Reggio, merita fiducia e incoraggiamento, ma il mandato che le è stato conferito è ambiguo e rischia di distrarre le Fcr dalla sua reale missione: quella di svolgere un ruolo calmierativo e di sviluppo del delicato settore dei servizi farmaceutici.

Fcr, da diversi anni, svolge un ruolo di sostegno dei servizi sociali comunali. Con la riduzione delle risorse pubbliche, alcuni importanti servizi comunali sono stati garantiti grazie alla integrazione di risorse fornite dalle Farmacie. Questa operazione meritevole trova, però, giustificazione solo se collocata in una contingenza particolarmente critica, perché Fcr rimane, pur sempre un’azienda che opera in un mercato protetto e, a Reggio Emilia, anche in una situazione concorrenziale dominante.

Quando, all’inizio della consigliatura, il Sindaco ha annunciato la nomina della consigliere comunale Annalisa Rabitti, quale consigliere delegato alla realizzazione del progetto “Reggio città senza barriere” gran parte dell’opinione pubblica ha salutato con gioia questa iniziativa, perché indicava un obiettivo alto e nobile la cui realizzazione era affidata a persona particolarmente sensibile.

Ora c’è stato un ripensamento, una brusca sterzata che affida ad una azienda pubblica il compito di realizzare, di fatto, questo progetto, mediante l’aggiunta di una nuova missione che farà di Fcr l’“agenzia tecnica per le fragilità e la disabilità” e trasformando un buon consigliere comunale in un presidente di consiglio d’amministrazione.   

Fatta salva la legittimità di questa operazione, questa decisione pone un problema di strategia e coerenza. Di fatto, alle Fcr viene assegnato come compito permanente e non più contingente, il compito di reperire risorse per finanziare i servizi sociali comunali. Ciò significa che Fcr dovrà produrre utili in gran quantità massimizzando i profitti delle sue due funzioni caratteristiche: la vendita dei farmaci nelle farmacie e la vendita all’ingrosso tramite il magazzino.

Questi profitti, realizzati in un settore molto importante per la generalità dei cittadini, in particolare per quelli meno abbienti, saranno investiti solo in misura minima per migliorare i servizi e abbassare i prezzi delle merci vendute, perché quei profitti dovranno essere liberati per finanziare i servizi sociali comunali. Non si può non vedere in questo fatto una contraddizione e un conflitto fra due interessi ugualmente meritevoli, ma che rischiano di elidersi e danneggiarsi a vicenda. Non solo. E’ una scelta che, alla lunga, può indebolire la capacità imprenditoriale delle Fcr.

Aziende che non investono o non investono in modo adeguato nello sviluppo del proprio businness e nelle loro capacità concorrenziali rischiano di essere superate dal mercato. Ciò significa che Fcr potrebbe cessare di essere una gallina dalle uova d’oro. Basterebbe, infatti, una seria e non improbabile liberalizzazione dei servizi farmaceutici, per ridimensionare sensibilmente Fcr e renderla non solo incapace di giocare un ruolo da protagonista nel suo settore d’elezione, ma potrebbe anche rivelarsi inidonea a sostenere un progetto di grande civiltà come Reggio città senza barriere. 

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