Pinne e ombrelloni Il Park Vittoria diventa una piscina
Flash mob di protesta contro il cantiere allagato dall’acqua Assemblea pubblica fra i manifestanti in costume da bagno
REGGIO EMILIA. Pinne, maschere, salvagente, secchielli, sdraio, teli da mare e persino un lettino. Così Piazza della Vittoria si è trasformata ieri mattina in una spiaggia cittadina, con tanto di ombrellone e immancabile radiolina. Una provocazione all’insegna dell’ironia per attirare l’attenzione sul cantiere del Park Vittoria, da tempo allagato e in attesa di operazioni di aspirazione. I passanti dell’Isolato San Rocco si sono avvicinati perplessi per capire chi fossero queste persone in tenuta da bagnanti, in costume e cappellino di paglia, intente a spalmarsi la crema solare e mostrare cartelli con scritte come “Lido Spadoni”.
«Ringraziamo l’amministrazione che ci ha voluto dare una piscina in pieno centro», rispondevano i manifestanti ai cittadini incuriositi, facendo notare il paradosso «che la fontana oggi è senz’acqua, mentre nel cantiere ce n’è tanta».
La performance goliardica ha fatto da contorno a un comizio, dove sono intervenuti vari esponenti dei comitati che sono impegnati sul tema dell’acqua pubblica, dei distacchi delle utenze in via Turri, oltre naturalmente i no-park, con Antonio Casella in testa.
«È un’iniziativa ironica - ha detto il promotore Francesco Fantuzzi del comitato “Reggio città aperta” - ma anche molto seria. Un modo per porre ironicamente la questione del cantiere all’interno del quale c’è un lago paludoso, che è una metafora di questa città. Il cantiere si è fermato, non va avanti da mesi e vorremmo sapere il perché. I problemi non sono l’acqua di falda o i mosaici. Basta guardare i bilanci della società che sta realizzando il parcheggio per capire il vero motivo dello stop ai lavori».
Ieri sulla Gazzetta l’amministratore delegato di Reggio Emilia Parcheggi, Filippo Lodetti Alliata, ha invece detto che i lavori non si sono mai fermati e tutto procede come da programma. Ma, prima di poter togliere completamente l’acqua, dal Comune hanno fatto sapere che si è in attesa del via libera da parte della soprintendenza. A sostegno dei manifestanti sono intervenuti anche i consiglieri d’opposizione Ivan Cantamessi del Movimento 5 Stelle, convinto «che il parcheggio non sarà concluso» e Cinzia Rubertelli di Grande Reggio, che ha parlato «di un progetto che non serve a nessuno e fa soli danni».
Dei danni economici ai commercianti dell’isolato ha parlato Antonella Telami della libreria Ariosto (dove poi si è anche svolta un’assemblea). Carla Ruffini è intervenuta invece sul tema dell’acqua pubblica, lamentando il fatto che il Comune «ha commissionato uno studio di fattibilità su un piano B, per non procedere con la ripubblicizzazione».
Kadijia Lamami ha parlato invece dei distacchi pubblici in via Turri. Tornando al tema del cantiere, l’ambientalista Walter Ganapini ha detto che vorrebbe capire «perché i lavori siano stati assegnati senza appalto» e ha auspicato un confronto pubblico sul tema.
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