Rabitti, la nomina sul tavolo di Cantone
Per le opposizioni non è stata rispettata la legge Severino. Domani il caso in consiglio. Interrogazione M5s in Parlamento
REGGIO EMILIA. Un’interrogazione in Parlamento, con l’intenzione di segnalare il caso all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. E poi un ordine del giorno urgente, che domani arriverà nel question time del consiglio comunale, proprio in occasione della seduta che dovrebbe portare alla sua surroga con Giorgio Campioli. Non accennano a placarsi le polemiche per la nomina di Annalisa Rabitti al ruolo di presidente del cda delle Farmacie Comunali Riunite.
Da regolamento, la decisione è stata assunta su base fiduciaria dal sindaco, Luca Vecchi, dopo aver comunque lanciato un mese fa un avviso per la selezione pubblica di eventuali candidature. Già il bando era finito nel mirino dei consiglieri M5s, che lo avevano bollato come una farsa. Ma ora, all’indomani dell’ufficializzazione – che comporta le dimissioni di Rabitti dalla sala Tricolore per incompatibilità con il ruolo di consigliera – è la stessa nomina ad essere contestata. Il motivo? L’art. 7 della legge Severino, che vieta a coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio di essere nominati in enti controllati dalla stessa amministrazione.
Una norma contro i “riciclati” della politica, sulla quale prima di nominare Rabitti il Comune ha chiesto un parere legale, ottenendo il via libera. Fra le motivazioni alla base dell’ok, un’interpretazione della norma secondo la quale i due anni cui fa riferimento la legge sono da considerare come tempo effettivo di permanenza in consiglio. Un margine che Rabitti non ha ancora raggiunto, dal momento che è diventata consigliera solo dopo le elezioni del 2014, entrando in sala Tricolore esattamente un anno fa.
Interpretazioni che non sono affato piaciute alle opposizioni, che ora annunciano battaglia. A cominciare dal capogruppo Magenta, Cesare Bellentani, che chiede di annullare la nomina: «Premesso che ritengo tale illecita nomina fatta solo sulla base di una mancanza di conoscenza del dettato della legge – afferma – risulterebbe difficile, a maggior ragione in un consiglio che si è posto il tema della legalità sopra ogni altro, tacere un episodio le cui conseguenze, in caso di negligenza, sarebbero veramente portatori di esiti imprevedibili». Secondo Bellentani, infatti, il mancato rispetto della legge Severino «è sanzionato con la nullità (forma più grave di violazione amministrativa), con previsione di responsabilità per gli amministratori coinvolti davanti alla Corte dei Conti». Ed è per questo che il capogruppo Magenta ha deciso di porre subito la questione in consiglio, ricordando che violazioni di questo tipo sono soggette al controllo dell’Anac.
All’Anac si è rivolta la parlamentare M5s, Maria Edera Spadoni: «Sottoporrò al giudizio dell’Anac di Cantone e del governo con una interrogazione ai ministri competenti, la questione della legittimità della nomina della Rabitti – fa sapere Spadoni – Sul piano politico e civile aggiungo che contro le nomine di politici negli enti di secondo grado, l’associazione Libera-Riparte il Futuro ha lanciato una campagna nazionale. Nonostante le belle parole della giunta, gli impegni presi con mozioni M5s approvate in consiglio, l’amministrazione Vecchi se ne infischia delle campagne civili, del consiglio e di tutti i cittadini che vogliono vero rinnovamento e meritocrazia».
Per Alessandra Guatteri, consigliera M5s, «il fatto che, in un periodo in cui il gioco delle poltrone nelle partecipate sta procedendo a spron battuto ancora il consiglio non sia stato informato (come previsto dagli indirizzi di nomina approvati il 27 giugno 2014) di quali siano le aziende, gli enti e le istituzioni in cui occorre nominare rappresentanti comunali, è l’emblema del rispetto che si ha di un organo eletto democraticamente in rappresentanza di tutti i cittadini reggiani».
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