Rubano 185 bancali, in manette un'intera famiglia
Arrestati padre, madre e i due figli che facevano da palo, utilizzando WhatsApp. Nel corso di una sola notte sono entrati in un'azienda della zona industriale per poi uscire carichi di refurtiva
CAVRIAGO. “E’ passata la vigilanza qua dentro”, “Allora cosa facciamo?”, “Venite è andato via”. Questi alcuni degli sms che la notte scorsa correvano via WhatsApp: da una parte i figli, che facevano da palo, dall’altra una coppia, che rubava i bancali in legno da un’azienda della zona industriale di Cavriago.
A scoprirlo i carabinieri di Sant’Ilario d’Enza, che con l’accusa di concorso in furto aggravato hanno arrestato un 45enne agrigentino residente a Reggio Emilia, la compagna convivente 47enne, originaria della provincia di Taranto, e i due figli di 20 e 24 anni.
L‘origine dei fatti poco prima dell’una della notte scorsa, quando al 112 arrivava una segnalazione sulla presenza sospetta di un furgone con cassone che entrava e usciva dalla zona industriale di Cavriago. Sul posto si è subito recata una pattuglia. I carabinieri hanno quindi fatto un appostamento, scoprendo che il furgone entrava nella zona industriale con il cassone vuoto e ne usciva 15 minuti dopo con il cassone pieno di bancali in legno. Erano già stati effettuati 4/5 i viaggi. All’uscita dalla zona industriale, inoltre, il conducente spegneva i fari.
I carabinieri, dopo aver ricostruito il percorso della banda, hanno quindi predisposto fermato l’autocarro carico con una cinquantina di bancali, tutti risultati rubati. A bordo, un 45enne che guidava e la compagna di 47 anni, che ammettevano da subito le loro responsabilità.
Gli accertamenti dei carabinieri sono poi proseguiti consentendo di recuperare altri 135 bancali di legno, sempre frutto del colpo. Come documentato dai messaggi su WhatsApp, i due si erano avvalsi della collaborazione dei due figli, che svolgevano la funzione di palo. Questi ultimi sono stati rintracciati dai carabinieri e condotti in caserma, dove già si trovavano i genitori. Alla luce di quanto accertato, i quattro congiunti sono stati dichiarati in arresto con l’accusa di concorso in furto aggravato.
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