Gazzetta di Reggio

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«No slot, non si smantelli il modello Reggio Emilia»

di Evaristo Sparvieri
«No slot, non si smantelli il modello Reggio Emilia»

L’allarme di Matteo Iori, presidente del Conagga, sulla delega fiscale del Governo Sabato incontro con il sottosegretario Baretta. Il M5s: «La bozza è vergognosa»

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REGGIO EMILIA. «Il modello Reggio ha fatto scuola. Sono norme costruite bene, con ottimi appigli legali e fondamenta che consentono applicazione senza dover temere ricorsi al Tar. Non possono e non devono essere cancellate senza alcuna considerazione per lo sforzo fatto dagli enti locali». Le modifiche erano state annunciate ed erano attese. Ma la bozza sulla delega fiscale finora ha conservato la maggior parte delle norme in materia di gioco d’azzardo, da tempo finite nell’occhio del ciclone.

A tal punto da rischiare seriamente di vanificare quelle iniziative di contrasto che, concepite qui a Reggio, sono diventate un modello per l’intera Regione, introducendo nella lotta alle slot precisi vincoli di natura urbanistica. Un quadro che preoccupa Matteo Iori, presidente del Conagga, che sabato incontrerà all’Antoniano di Bologna il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, in occasione di un convegno sulle ludopatie, organizzato per la festa dell’Indipendenza. Sul banco degli imputati, soprattutto la norma che prevede l’esclusività di una legge nazionale in materia di gioco. Entro sei mesi dall’approvazione della legge, i Comuni dovranno adeguarsi e far cadere tutte le altre norme locali. Le Regioni dovranno farlo entro un anno. Un testo che rischia di spazzare via quanto finora fatto di buono a Reggio e in Emilia-Romagna. «Di fronte ad una situazione diversificata da territorio a territorio, una legge nazionale è necessaria – afferma Iori – ma credo debba esser più equilibrata e tenere conto delle buone prassi che i Comuni hanno attivato per limitare il gioco in aree critiche o sensibili, dove c’è popolazione a rischio. Il punto non è proibire il gioco, ma ridurne danni e rischi». Ed è per questo che Iori manifesterà a Baretta tutte le sue perplessità: «In passato il sottosegretario aveva fatto sapere che erano previste modifiche al testo, attraverso le quali gli enti locali comuni avrebbero avuto la possibilità di normare ulteriormente il gioco. Il convegno sarà un’occasione per chiedere conto pubblicamente di questo tema, al quale teniamo molto».

Ma, sulla delega fiscale del governo, dal M5s tracciano un quadro ancor più preoccupante: «La bozza è una vergogna. Rispetto alle versione precedente nulla cambia sui temi posti dalle associazioni anti-azzardo – affermano i parlamentari M5s Giovanni Endrizzi (Senato), Massimo Baroni e Matteo Mantero (Camera) – c’è ancora lo stop alle norme virtuose di Comuni e Regioni, manca il divieto di pubblicità negli spettacoli sportivi, è confermata l’invasione delle vlt mascherate, come la scandalosa norma Salva Sisal, per terminare con il potere autorizzativo sulle sale gioco che non sarà più dei Questori che sempre più recepiscono le istanze dei sindaci “no slot” e cittadini, ma passerà a Monopoli e Dogane».

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