Il buonsenso, questo sconosciuto
Parole come buonsenso, concretezza, onestà intellettuale, senso della misura, sembrano davvero rottamate definitivamente. Gli esempi sono ormai innumerevoli.
Immigrazione: possibile che si debba scegliere tra chi ci vorrebbe disumani e spietati, e chi ci vorrebbe talmente buonisti da accogliere tutti a braccia aperte senza se e senza ma? Possibile che non vi sia una sana offerta politica che preveda solidarietà e aiuti, anche generosi ma entro limiti accettabili.
Compatibili e predeterminati, nel rispetto di precise regole sociali? Possibile che non si capisca che il problema dell'integrazione è successivo all'accoglienza, ha limiti di sopportabilità ed è più efficace se perseguito con rigore e autorevolezza?
Scuola: ormai da sessant’anni sentiamo chi governa che vuol fare la riforma di una scuola che non soddisfa e da sessant’anni tutti si dichiarano d'accordo sulla necessità di riformare la scuola ma, qualsiasi proposta, venga da destra o da sinistra, trova tutti d'accordo, studenti, professori e sindacati, solo nel protestare sempre, comunque e contro tutto e tutti. Sarà un caso ma gli unici ministri della pubblica istruzione poco contestati (e quindi poco noti) sono quelli che non hanno cambiato nulla, strano per un mondo in continuo fermento culturale e progressista.
Si dice: la scuola è una comunità, una grande famiglia, tutti i componenti devono essere uguali, se tutti responsabilizzati danno il meglio di sé… Balle! L'esperienza insegna che anche il mondo della scuola, che è formato da tantissime persone, al suo interno annovera bravissime persone e persone meno brave, stakanovisti e assenteisti, gente che si aggiorna e gente che se ne fotte ed è solo puro buon senso prevedere un minimo di gerarchie e di responsabilità codificata in grado di garantire il rispetto delle regole, di valutare la qualità dell'offerta formativa, di praticare un po' di meritocrazia, insomma una scuola migliore ai nostri figli e nipoti, il resto assomiglia un po' alla storiella di Bertoldo che capiva e accettava la condanna ma non trovava mai l'albero giusto per l'impiccagione.
Microcriminalità: possibile che anche qui si debba scegliere tra chi vorrebbe trasformarci tutti in sceriffi che armati difendono il loro territorio e chi giustifica tutto con la crisi, la società corrotta, la caduta dei valori. Chi ogni giorno entra nelle nostre case a rubare o peggio a fare violenza, chi spacca i vetri delle nostre auto e rende pericolose le nostre città non può trovare alcuna giustificazione. Lo Stato deve proteggere i cittadini onesti e ancor più se indifesi, è solo il buonsenso che pretende leggi e comportamenti che puniscano severamente con pene certe gli autori di questi reati, è insopportabile essere irrisi da una palese impunibilità di reati definiti piccoli solo a giudizio del legislatore e dove il garantismo vale solo per i carnefici e quasi mai per le vittime.
Jobs-act: anche su questo terreno l'offerta politica è tra chi non vuole cambiare nulla e chi, approfittando della insostenibilità dell'attuale situazione, vuole cambiare troppo. È persino ovvio dire che è meglio aumentino i posti a tempo indeterminato che quelli a termine ed è solo buonsenso incentivare, favorire la prima soluzione. Spiare i lavoratori nella loro vita privata, negli spogliatoi o sul lavoro è comportamento inaccettabile, ma una telecamera dove si timbrano i cartellini per controllare che ognuno timbri solo il suo che fastidio può dare, che diritto alla riservatezza può violare se la timbratura serve proprio a documentare l'accesso al lavoro? Qualche telecamera dove c'è il rischio concreto di furti anche se posta dove normalmente passano dei lavoratori non sarebbe utile? Meno filosofia e più concretezza darebbero più credibilità ad entrambe le parti.
Si potrebbe continuare con una infinità di esempi ma il concetto mi pare ben definito. In un periodo in cui destra e sinistra non fanno più la differenza, un periodo in cui chi segue i dibattiti televisivi è attratto solo da estremismi e slogan urlati, da ironie distruttive e satira massacrante e dissacrante e gli altri, quasi tutti gli altri, non vanno più a votare, un po' di buonsenso, un po' più di ascolto delle aspettative delle persone comuni, cose quasi sempre semplici e poco costose, sarebbero un grande contributo per un riavvicinamento al mondo della politica, della partecipazione. Al mondo della democrazia.
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