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Mire, l’unica certezza è sui 14 milioni

Mire, l’unica certezza è sui 14 milioni

Sergio Venturi: «Lo stanziamento iniziale c’è, sul resto non posso garantire: dipende dai trasferimenti statali»

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REGGIO EMILIA. «Quello che la Regione poteva fare lo ha fatto: il primo stralcio da 14 milioni è stato finanziato e i soldi ci sono. Quelli mancanti per il completamento? Al momento purtroppo non abbiamo in vista nessuno stanziamento da parte dello Stato e nel bilancio della Regione non abbiamo al momento nulla che riguardi investimenti futuri». L’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi, ieri a Reggio per partecipare al dibattito “Medicina di genere. Una nuova stagione per la Sanità”, promosso dal Pd reggiano, non dissipa le nubi che da qualche tempo aleggiano sul progetto del Maternità Infanzia Reggio Emilia. Prima d’entrare nella sala convegni dell’Astoria, Venturi ha incontrato Deanna Ferretti, presidente di Curare Onlus, associazione impegnata nella raccolta fondi per coprire i costi di progettazione. «Assessore contiamo su di lei», ha detto la presidente, consegnandogli un opuscolo sul Mire e il catalogo della mostra Novanta artisti per una bandiera. «Noi ci siamo, ci proviamo», ha risposto Venturi. L’assessore ha anche parlato del punto nascite di Castelnovo Monti, garantendo che «la decisione non è stata ancora presa». Ha però ribadito, come aveva fatto in altre sedi, che «la base di partenza è l’accordo Stato-Regioni del 2010», che ha sancito che sotto i 500 parti non ci sono le condizioni di sicurezza minime.

Per Venturi il futuro del Mire dipende molto dalle decisioni che saranno prese sul territorio, oltre che naturalmente da trasferimenti statali. «Sappiamo che in prospettiva c’è questa necessità. Se Reggio conferma questa esigenza la Regione ci penserà. Del resto è un impegno già preso e non vedo perché ripensarci. Vedo che a Reggio se ne sta discutendo. Può darsi che il progetto abbia bisogno di una revisione in corso d’opera, ma non dipende da noi». L’assessore non pronuncia nulla di definitivo sul Mire, ma ribadisce che «al momento non sarebbe serio da parte nostra prendere un impegno sui 15 milioni di euro mancanti».

Il dibattito all’hotel Mercure è stato incentrato sul tema della medicina di genere, che è uno dei punti fermi della legge quadro regionale sulla Parità, approvata dall’assemblea legislativa lo scorso luglio. La consigliera Roberta Mori, presidente della commissione Parità, ha spiegato che la medicina di genere «ha l’obiettivo di comprendere le differenze tra uomini e donne nell’ambito della salute, rendendo più efficaci, sicure ed economiche le cure”, sottolineando che fino ad ora l’approccio, anche nella sperimentazione dei farmaci, è stato incentrato sugli uomini e «dunque non ha favorito l’appropriatezza della cura». La vicepresidente dell’assemblea legislativa, Ottavia Soncini, nel suo intervento ha ricordato «la sanità del futuro non sta tutta negli ospedali, basta pensare quanto è importante l'assistenza domiciliare e il tema delle Case della Salute». La consigliera Silvia Prodi ha ribadito «l’importanza della legge quadro sulla Parità. Paola Baraldi, dell’esecutivo provinciale Pd, ha chiesto all’assessore di tornare a Reggio presto per discutere in maniera approfondita proprio di Mire e punti nascite. Sperando magari in qualche buona nuova.

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