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Terim, a rischio il Tfr Presidio davanti all’Inps

Terim, a rischio il Tfr Presidio davanti all’Inps

Rubiera: la protesta ieri mattina a Modena, organizzata dai metalmeccanici per chiedere il riconoscimento delle spettanze come “creditori privilegiati”

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RUBIERA. Tutti davanti all’Inps per ottenere il Tfr dovuto, sperando nella sentenza della Corte costituzionale. Decine di lavoratori della Terim, l’azienda di elettrodomestici con sedi a Rubiera e Baggiovara, si sono ritrovati ieri mattina alla sede dell’Inps di Modena per un presidio organizzato dai sindacati dei metalmeccanici, per protestare contro il mancato pagamento del Tfr per gli ex dipendenti della Terim e della Corradini Termosanitari, altra azienda in forte difficoltà.

Il problema è il versamento delle quote del Tfr (trattamento di fine rapporto, la nuova veste della classica liquidazione) per queste persone, quote che dovrebbero essere garantite dal fondo di garanzia Inps. Finora nessuno ha visto nulla, perché l’Inps ha deciso di non erogare nemmeno un euro: nelle aziende in cui il concordato non sia omologato in via definitiva, è la teoria sostenuta dall’Inps stessa, non ci sono le condizioni per saldare il Tfr tramite il fondo di garanzia.

Ed è sufficiente che un creditore dell’impresa non accetti il concordato, e intavoli una causa con successivo ricorso, per bloccare la situazione a lungo, anche per anni. E in questo periodo i lavoratori, che avrebbero diritto alle spettanze come creditori privilegiati, rimangono completamente a secco.

Una situazione di grande disagio che ha generato tanta rabbia e una manifestazione piuttosto decisa, ieri mattina a Modena, arrivata dopo un primo contenzioso. L’ufficio legale della Cgil modenese aveva inoltrato, per conto di un lavoratore, domanda di pagamento all’Inps, che l'ha respinta. Il sindacato ha impugnato la scelta tramite un ricorso amministrativo, forte di una recente sentenza della Corte costituzionale sul tema, che riconosce il diritto dei lavoratori ad ottenere comunque il Tfr, costruito negli anni con i propri contributi. La questione amministrativa è molto complessa, ma il succo rimane in questa lettura, che fa ben sperare i sindacati.

Ieri mattina, alcuni delegati hanno incontrato Francesco Cimino, direttore dell’Inps modenese. «E abbiamo ottenuto garanzie che l’Inps di Modena solleciterà l’Inps nazionale sul tema» – spiega Cesare Pizzolla della Fiom Cgil di Modena. «Non vogliamo mettere in discussione il diritto del fornitore al ricorso ma chiediamo un’interpretazione della norma da parte dell’Inps che permetta ai lavoratori di rientrare in possesso, in tempi brevi, delle loro spettanze». L’atteggiamento è positivo, «la sentenza della Corte costituzionale va in questa direzione, e confidiamo che Modena possa diventare un caso pilota. I ricorsi all’Inps della Terim riguardano per ora solo i lavoratori della sede modenese, ma chiaramente erano presenti anche quelli di Rubiera. E se riusciamo ad andare avanti, il problema si potrebbe risolvere per tutti quanti». (adr.ar.)

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