Un’area montana ricca di flora e fauna
LIGONCHIO. L’area Mab Unesco dell’Appennino tosco-emiliano ha una superficie di 223mila e 229 ettari. Interessa 38 comuni nelle province di Reggio Emilia, Parma, Modena, Massa Carrara e Lucca, 16...
LIGONCHIO. L’area Mab Unesco dell’Appennino tosco-emiliano ha una superficie di 223mila e 229 ettari. Interessa 38 comuni nelle province di Reggio Emilia, Parma, Modena, Massa Carrara e Lucca, 16 dei quali fanno parte del parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano (la superficie della riserva interessa un’area dieci volte più ampia di quella del Parco).
Sorge tra i passi della Cisa e delle Forbici, dove i crinali boscosi che separano la Toscana dall’Emilia lasciano il posto a un ambiente di vera montagna.
Le vette dell’Alpe di Succiso, del Monte Prado e del Monte Cusna superano i duemila metri, le foreste lasciano il posto alle rocce, ai laghi e alle praterie d’alta quota. Più in basso, sul versante emiliano, l’inconfondibile Pietra di Bismantova domina il paesaggio con le sue pareti verticali.
Vanta una straordinaria ricchezza di ambienti: dalle praterie alle brughiere a mirtillo alle vette più impervie; e ancora laghi, cascate, torrenti, pareti rocciose; animali come il lupo, il muflone, il capriolo, l’aquila reale e rarità botaniche che fanno di intere zone veri e propri giardini botanici naturali. Il valore turistico di quest’area naturale punta anche su prodotti e servizi di qualità, eccellenti strutture per le attività sportive e il relax.
Nelle aree di collina, Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma guidano una serie di 64 prodotti Doc, Igp e tradizionali che connotano il paesaggio e l’economia. La candidatura a Riserva Mab Unesco è stata presentata in settembre 2014, in aprile 2015 sono state prodotte le integrazioni richieste, il 9 giugno 2015 a Parigi il Comitato internazionale ha riconosciuto l’Appennino tosco-emiliano Riserva della Biosfera dell’Unesco. (l.t.)
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