Documento unanime per salvare ostetricia «Proposte concrete»
Castelnovo Monti: «Non basta dare soltanto dei numeri» Possibilità di collaborazioni con il Santa Maria di Reggio
CASTELNOVO MONTI. Nell’ultima seduta del consiglio comunale è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno che - sulla base anche di quanto proposto da molte associazioni, comitati e realtà locali nelle scorse settimane - sostiene con forza il mantenimento del punto nascite all’Ospedale Sant’Anna. Il medesimo documento è già stato approvato all’unanimità anche dal consiglio comunale di Carpineti, dalla Giunta dell’Unione dell’Appennino reggiano, e sarà posto in approvazione anche del Consiglio della stessa Unione dei Comuni, i cui consiglieri hanno già espresso parere ampiamente favorevole.
Afferma il sindaco Enrico Bini: «Si tratta di un documento costruttivo, che avanza proposte concrete, e che auspichiamo possa essere la base di un dialogo che intendiamo aprire con la Regione sul reparto di ostetricia di Castelnovo. La stessa Regione aveva espresso disponibilità ad andare avanti su questi aspetti attraverso un dialogo con il territorio. Anche lunedì, dall’incontro avuto con l’assessore regionale Sergio Venturi, credo siano emersi anche aspetti positivi: Venturi ha ribadito più volte che la scelta non è ancora presa. Ha ovviamente affermato che la base del dialogo dovrà essere l’Accordo Stato Regioni, che fissa il limite minimo di 500 parti all’anno, e credo che non potesse del resto disconoscere tale atto ufficiale. Ma crediamo, nell’ambito di quella sicurezza delle partorienti che è ovviamente la prima preoccupazione di tutti, che per Castelnovo si possa pensare non a una deroga, che sarebbe limitata nel tempo, ma a una sperimentazione di un nuovo modello di collaborazione tra un ospedale che opera in territorio disagiato ed un hub sanitario importante come il Santa Maria Nuova».
«Ora è il momento che questo dialogo si apra formalmente – afferma Giovanni Teneggi, direttore di Confcooperative, che ha condiviso il documento – La Regione deve esprimersi apertamente su come intende il futuro del punto nascite e del Sant’Anna nel suo complesso. Non ci si può limitare alle semplici rendicontazioni numeriche, si deve aprire un dialogo politico».
Il Comitato “Salviamo le cicogne” da parte sua si dice «profondamente soddisfatto che si sia arrivati ad un documento condiviso sul quale portare avanti questa azione di sostegno del reparto di ostetricia, di comune accordo con le istituzioni del territorio. Questo impegno trova una unità di intenti trasversale e più ampia possibile. Abbiamo raccolto in poche settimane oltre 6000 firme a sostegno del punto nascite, per le famiglie dell’Appennino ed in particolare del crinale è un servizio di vitale importanza».
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