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Nuovo sciopero Alla Snap-On monta la protesta

Nuovo sciopero Alla Snap-On monta la protesta

Correggio: a vuoto l’incontro con i vertici sui licenziamenti «L’azienda blocchi le espulsioni e conceda la solidarietà»

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CORREGGIO. Operai con le braccia incrociate, anche ieri, nello stabilimento della Snap-on di Correggio. L’incontro con un funzionario dell’azienda leader nella produzione di attrezzature per autofficine e gommisti non ha dato i frutti sperati, facendo proseguire la protesta degli oltre 200 dipendenti, che hanno deciso di portare avanti uno sciopero a “singhiozzo”.

La querelle tra le maestranze e i vertici dell’azienda è cominciata la scorsa settimana, quando due impiegate sono state licenziate apparentemente senza un fondamento secondo quanto dichiarato dal sindacato, che pochi giorni prima aveva trovato un accordo per l’eventuale ricorso alla cassa integrazione ordinaria. Un ammortizzatore a disposizione in caso di calo della produzione, che al momento non sembra essere impellente. «Stiamo bloccando le linee di produzione perché l’azienda non ci ha risposto in maniera adeguata» raccontano gli operai che anche ieri sostavano davanti ai cancelli dell’azienda, dove sono state appese le bandiere della Fiom-Cgil, unica sigla presente in fabbrica e che da pieno appoggio alle tute blu. «Le nostre richieste sono chiare - avvertono gli operai - vogliamo che vengano ritirati i due licenziamenti e che vengano aperti i contratti di solidarietà. Ci mettiamo quindi a disposizione per avere un confronto aperto ma per ora l’unica risposta è stata una riunione interlocutoria con un funzionario che ci fa intendere la volontà dell’azienda: loro vanno avanti con i licenziamenti e a noi tocca scioperare».

La Snap-On Equipment di via Provinciale per Carpi è in realtà una branchia dell’omonima multinazionale statunitense (12mila dipendenti nel mondo) che in Italia conta un fatturato da 100 milioni di fatturato e utili considerevoli negli ultimi anni, 6 milioni il risultato netto nel 2013.

Con lo sciopero di due ore indetto ieri, gli operai hanno interrotto la produzione per un totale di 11 ore in pochi giorni: un quarto d’ora di protesta ogni ora di lavoro, che ha fatto saltare gli schemi del reparto produttivo bloccando l’azienda. «La nostra impressione è che a luglio possano riprendere i licenziamenti. Il lavoro c’è, sulle linee stiamo facendo macchinari nuovi già tutti venduti e destinati per la maggior parte all’estero». Oggi i dipendenti saranno in assemblea e decideranno l’eventuale prolungamento della protesta e dello sciopero. (e.l.t.)

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