Vertinelli vuole iscriversi da Libera un secco “no”
Applicata la norma antimafia prevista per chi è sottoposto a misure preventive Il 54enne non può partecipare alla festa di stasera nel ristorante sequestrato
REGGIO EMILIA Forse è stata una provocazione oppure c’è dietro una sottovalutazione del maxi sequestro subìto. Comunque sia, alla cena organizzata per stasera da “Libera” in quel luogo simbolo della lotta ai clan che è il mega ristorante Millefiori di Montecchio, ha cercato di iscriversi telefonicamente nientemeno che l’impreditore 54enne Palmo Vertinelli, cioè la figura principale di quest’impero (stimato sui dieci milioni di euro) bloccato dal blitz del gennaio scorso.
Dall’imbarazzo iniziale degli organizzatori al “no” secco il passo è stato breve, anche perché la normativa antimafia è molto chiara ed impedisce ai destinatari di misure preventive (ma anche ai parenti) di partecipare alla vita delle attività messe sotto sequestro. E che la posizione di Vertinelli sia delicata non lo dice solo il blitz sui beni, perché una settimana dopo (cioè il 28 gennaio scorso) era risultato coinvolto nell’operazione antimafia Aemilia, a cui fecero seguito i lunghi giorni di latitanza sino al 14 febbraio quando si era costituito a Bologna.
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Nel decreto con cui la Corte ha disposto il maxi sequestro dei beni viene così sintetizzata la posizione dell’imprenditore: “"Sulla base degli elementi disponibili - si legge - deve ritenersi che Palmo Vertinelli abbia nel corso degli anni assunto la veste di collaboratore delle cosche calabresi dalle quali ha ricavato finanziamento alle attività di impresa e, giovandosi del loro scudo protettivo, anche attraverso il metodo delle false fatturazioni, si è adoperato per reinvestire proventi illeciti".
A ruota l'affondo sulla pericolosità sociale del 53enne "per avere avuto fino ad un recente passato sicuri contatti con appartenenti di spicco della 'ndrangheta, essendo stato destinatario di interdittiva antimafia; essendo stato destinatario di avviso orale del questore ed essendo persona solita a frequentare pregiudicati ed esponenti della criminalità organizzata cutrese e crotonese con i quali è da tempo in proficui rapporti d'affari".
Una sorta di “lavatrice” della cosca Grande Aracri, mentre quel mega ristorante in strada Calerno la Dda lo considera il luogo in cui si facevano riunioni mafiose e si riciclava denaro. Ora questa attività di gestione ha una nuova gestione e “Libera” stasera vi celebra, caricandola di forti significati, la propria festa provinciale: nel programma una cena – 20 euro il costo – e poi musica dal vivo ma anche riflessioni sul fatto che “c’è ancora chi crede che le mafie non siano un problema reggiano”. E Palmo Vertinelli rimarrà fuori da quest’iniziativa.
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