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Cancellerie al collasso i giudici fanno i “segretari”

di Enrico Lorenzo Tidona
Cancellerie al collasso i giudici fanno i “segretari”

Organici ai minimi termini, i magistrati si sobbarcano il lavoro degli uffici Protesta a Reggio. Il presidente del tribunale: «Assunzioni ferme da 20 anni»

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REGGIO EMILIA. Da quattro giorni non vengono pubblicate le sentenze accumulate sulla scrivania di uno degli uffici di cancelleria del tribunale civile di Reggio Emilia. Questo perché l'impiegata è in ferie e il tribunale non ha nessuno che possa farsi carico delle decine di fascicoli che nel frattempo si stanno accumulando nella stanza del ramo civile, settore tra i più colpiti dalla mancanza ormai cronica di personale, che ha fatto venire meno quello che gli stessi magistrati, ieri durante una protesta formale del sindacato di categoria, hanno bollato come «il livello minimo di decenza» per chi deve mandare avanti la complessa macchina della giustizia.

I magistrati, quindi, si devono rimboccare le maniche fungendo anche da cancellieri: si trascrivono le sentenze, vanno a cercare i faldoni nei vari uffici e, alle volte, devono vestire i panni dei vigilantes dentro le aule del tribunale.

«Sono vent’anni che non c’è un giovane che entra in questa istituzione» è l’ennesimo appello-denuncia pronunciato ieri dal presidente del tribunale, Francesco Caruso, che ha alle sue dipendenze meno di 50 persone, la metà rispetto al 2009 a causa del blocco del turnover e nonostante i carichi di lavoro: buona parte dei dipendenti sono oltretutto over 50, segno del mancato ricambio generazionale. «Ci chiedono di metterci alla pari con gli standard europei, di dare risposte tempestive ma contemporaneamente perdiamo unità di personale - sentenzia il giudice - Quotidianamente abbiamo i sistemi che si inceppano, dobbiamo andare a chiedere ad altre istituzioni risorse e supporti provvisori. E’ chiaro che con la continua precarietà si risparmia ma così non si va avanti. E non possiamo nemmeno trasformare un impiegato che viene da un altro ente in un funzionario di cancelleria da un giorno all’altro. Non abbiamo prospettive per rimpiazzi, sostituzioni o nuove assunzioni». L’attività di supplenza è quindi considerata del tutto indebita e ha fatto scattare ieri una breve sospensione dimostrativa dell’attività dei magistrati sotto l’egida dell’Anm, l’associazione nazionale che li rappresenta. In buona sostanza il tribunale chiede «riforme coraggiose, attraverso investimenti adeguati che restituiscano al sistema efficienza e dignità».

«I cancellieri vanno in pensione e non vengono sostituiti - taglia corto Luca Ramponi, giudice della sezione civile - Ravvisiamo un peggioramento della situazione. L’impegno dei cancellieri c’è ma il problema è il calo delle presenze».

A smentire un luogo comune, secondo il quale se la giustizia non funziona è per colpa dei magistrati, è Gianluigi Morlini: «Non è così - dice - la verità è che se la giustizia non è efficiente, il motivo è l’assoluta e totale carenza di risorse. I cancellieri non vengono in udienza perché devono fare servizio in ufficio. Se chiedessimo il rispetto della norma processuale che non prevede la nostra supplenza, non si farebbe più alcun processo civile».

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