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Eccidio della Bettola «Fare memoria è restituire giustizia»

di Domenico Amidati
Eccidio della Bettola «Fare memoria è restituire giustizia»

Vezzano, 71 anni dopo la strage una cerimonia per i caduti Il sindaco Bigi: «Ricordiamo ai giovani di lottare per la pace»

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VEZZANO. Si è svolta martedì sera la commemorazione dell’eccidio di Bettola, a 71 anni dalla rappresaglia in cui i fascisti uccisero trentadue innocenti fra i quali un bimbo di 18 mesi, Pietro Varini.

Il 23 giugno del 1944, nella notte di San Giovanni, la polizia militare della Wehrmacht, in risposta a una azione partigiana sul ponte della statale 63, applicò una rappresaglia spietata nei confronti dei civili. La commemorazione è iniziata alla 17 con la re-intitolazione delle vie dedicate ai tre partigiani uccisi prima della strage. Poi i ragazzi di terza media hanno presentato “Un nome,una storia, un volto” un progetto a cura di Istoreco. Alle 18.30 sono arrivati i partecipanti alla fiaccolata partita dalla Possione di Montalto i cui atleti provenivano da Cervarolo.

Davanti al monumento ha poi avuto avvito la cerimonia alla presenza di tanti sindaci, del capitano dei carabinieri Dario Campanella e altre autorità. Alessandra Fontanesi di Istoreco ha sottolineato che «bisogna far conoscere la storia di quei partigiani che hanno sacrificato la propria vita per la libertà». Fiorella Ferrarini, vice presidente Anpi, dopo aver citato una famosa frase di Antonio Gramsci sui partigiani ha ricordato che «fare memoria è restituire giustizia».

Durante la cerimonia gli studenti hanno ricordato a vario titolo i partigiani, in particolare i tre giovani che persero la vita il 23 giugno: Pasquino Pigoni, Enrico Cavicchioni e Guerrino Orlandini. Sono intervenuti anche Cristian Spaggiari e Samanta Melioli il primo regista e la seconda scrittrice del film dedicato all’eccidio (“La rugiada di San Giovanni”) i quali hanno ricordato che il film vuole solo raccontare la verità.

Si sono susseguiti altri interventi quali quelli della consigliera regionale Silvia Prodi e del presidente della Provincia Mario Manghi che ha sottolineato che bisogna rafforzare la memoria di questa strage e consegnarla alle nuove generazioni affinché la tramandino.

Ha concluso la cerimonia il sindaco Mauro Bigi, che ha ribadito che «bisogna lasciare ai giovani un messaggio di pace, perché la nostra costituzione ci ricorda che dobbiamo ripudiare la guerra».

Poi tutte le autorità presenti si sono portate davanti al monumento dove sono stati chiamati ad alta voce i nomi dei martiri. Presente anche la superstite Liliana Del Monte. Alle 21.30, spettacolo in piazza Manini Ricciotti a La Vecchia “Gli uomini per essere liberi. Sandro Pertini il Presidente”, Regia di Furlani e Bertozzi.

Ha assistito all’iniziativa dalla sua casa di fronte al monumento la signora Eda Ceci che la notte dell’eccidio, all’epoca una ragazzina di 16 anni, ebbe la sventura di assistere all’incendio. Seppe poi dell’eccidio la mattina seguente, «un evento che non dimenticherò mai» ha ribadito la signora.

Ironia della sorte la signora Eda, una volta sposata, andò ad abitare nella stessa casa della superstite Liliana Del Monte che nella notte dell’eccidio perse la mamma e i due nonni materni.

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