Gazzetta di Reggio

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«Le imprese che aprono sono più di quelle chiuse»

di Serena Arbizzi
«Le imprese che aprono sono più di quelle chiuse»

Correggio: l’assessore al commercio Maioli replica alle associazioni di categoria «Imposte locali discusse insieme. I soldi per i rifiuti servono solo a pagare Iren»

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CORREGGIO. Le iniziative di promozione per il centro storico sono tante; il sistema di applicazione delle imposte applicate sulle attività commerciali non può essere considerato rigido; le imprese che aprono sono più di quelle che chiudono. E’ la risposta del Comune alle associazioni di categoria. «Le imposte locali appesantiscono in modo molto limitato la tassazione sulle imprese, regolamentata da normative nazionale su cui l’amministrazione non può fare nulla – dice Monica Maioli, assessore alle attività produttive e commercio –. Le imposte locali, poi, sono state discusse con tutte le associazioni imprenditoriali, in sede di redazione del bilancio. Correggio è stato tra i primi Comuni della provincia ad approvare il bilancio 2015, passaggio fondamentale per dare risposte alle imprese in modo tempestivo. Le tasse locali si possono raggruppare in 3 categorie principali: occupazione del suolo, imposta di pubblicità, imposta sui rifiuti. Sull’imposta sul suolo, Correggio ha un regolamento che agevola tutti coloro che utilizzano il suolo, ma ritirano le strutture alla sera. Questi soggetti non pagano nulla, mentre coloro che non ritirano le distese la sera pagano una piccola imposta. Per l’imposta di pubblicità, i criteri non possono essere considerati rigidi. Sui rifiuti, invece, è una partita di giro: tanto paghiamo il servizio a Iren, tanto chiediamo a cittadini e imprese di pagare. Metà a carico delle imprese, metà a carico dei cittadini, attraverso un metodo usato in tutta la provincia. Questo non vuol dire che non si possa rivedere, ma ciò significherebbe gravare sulle famiglie, diminuendo la capacità di spesa, col calo dei consumi che si ripercuoterebbe nuovamente sulle imprese».

Sul fronte delle agevolazioni per i giovani che voglio aprire nuove attività, Correggio è stato «uno dei pochi Comuni che ha costituito il tavolo anticrisi che ha convocato le associazioni e ha messo a bilancio 50 mila euro da usare tramite un percorso partecipato, da individuare con le rappresentanze delle imprese. 50 mila euro sono un segnale politico forte: non tutti sono riusciti a costruire il bilancio con questa ulteriore risorsa. La vicinanza alle imprese è prevista attraverso altri strumenti messi in campo dalla Camera di Commercio, con cui si prevedono 3 milioni per le attività che faranno domanda sui temi del sostegno all’innovazione, alle nuove imprese e ricerca e sviluppo».

Il turnover nel commercio: «Non compete all’amministrazione formare gli imprenditori e aiutarli nella valutazione delle opportunità. Sono proprio le associazioni che dovrebbero accompagnare chi vuole intraprendere nel compiere le scelte giuste. Le associazioni hanno tante competenze e devono saperle esprimere al meglio». E ancora: «Correggio non è sicuramente peggio di tante altre zone, come conferma una ricerca Lapam. Il saldo aperture-chiusure 2013 e 2014 vede Correggio distinguersi con dato positivo, a differenza di altri territori. Abbiamo investito su un progetto di promozione commerciale del centro 58 mila euro per creare maggiore attrattività e iniziative, come la Notte Bianca di sabato, che ritorna ad essere gestita dall’amministrazione».

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