Gazzetta di Reggio

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Multa da 33 milioni, batosta per il Ccpl

di Enrico Lorenzo Tidona
Multa da 33 milioni, batosta per il Ccpl

È arrivata la temuta sanzione dell’Antitrust Ue per la controllata Coopbox. Traballa il piano di rientro: la parola alle banche

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REGGIO EMILIA. È da oltre un anno che la spada di Damocle pendeva sopra la testa del Ccpl. Ieri il fendente è arrivato a segno e per il gruppo cooperativo industriale di Reggio Emilia la situazione si fa davvero difficile. La Commissione europea ha infatti emesso la sentenza per violazione delle norme sulla concorrenza comminando una maxi multa da 33 milioni di euro alla coop presieduta da Lino Versace. Ad essere imputata nel procedimento era però la Coopbox, società di imballaggio di prodotti alimentari controllata dal gruppo Ccpl, che ha creato un cartello dei prezzi insieme ad altre sette aziende europee.

Il Ccpl aveva creato un fondo da 45 milioni di euro per assorbire la multa, sperando che fosse comunque molto inferiore. A non tenere, però, è l’accordo con le banche, alle quali era stato prospettata una multa di 10 milioni. All’appello ne mancano quindi 20.

Inizialmente la sanzione era di 60 milioni di euro ma avendo agevolato le indagini, Coopbox ha avuto uno “sconto” del 30% e un’ulteriore riduzione - prevista dalla normativa europea - perché la somma originaria avrebbe causato un dissesto tale da far chiudere i battenti alla coop con conseguente perdita dei posti di lavoro. Fin qui, quindi, il quadro sembrava tenere e il piano di restituzione dei debiti - che conta un passivo totale del gruppo di 200 milioni di euro - era veritiero. Poche settimane fa, però, era stato rinegoziato il processo di rientro con una dozzina di banche creditrici, alle quali era stata prospettato un piano che prevedeva una sanzione di 10 milioni di euro sulla base di un’altra eccezione sollevata dal Ccpl, che aveva chiesto alla Commissione di tenere conto del drastico calo del suo fatturato. L’Ue non ha sentito ragioni e ora il Ccpl è “fuori” di 20 milioni rispetto all’accordo con le banche, che dovranno pronunciarsi su una rinegoziazione dei termini che è di capitale importanza.

«Purtroppo il calo del fatturato non è stato calcolato» conferma Lino Versace, presidente del Ccpl, messo a capo della coop dopo l’esclusione di Ivan Soncini, ex dominus della società, il quale aveva lanciato strali contro la pulizia dei conti considerata eccessiva. «Fino a martedì eravamo messi decisamente al bello. Adesso vediamo la reazione delle banche. I primi interlocutori sono loro: noi non faremo alcuna azione unilaterale ma ci metteremo a ragionare con gli istituti affinché si possa procedere rispettando la continuità aziendale. Il Ccpl ha molte aziende ad alto valore aggiunto. La questione finanziaria non può mettere a repentaglio una realtà così importante. Il quadro si è aggravato ma restiamo fiduciosi».

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