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Anziani senza gas nelle case popolari inaugurate a Ospizio

Anziani senza gas nelle case popolari inaugurate a Ospizio

Mancano i certificati, Iren non allaccia le utenze del palazzo Il comune promette una soluzione. Ancora 8 alloggi “sfitti”

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REGGIO EMILIA. Il palazzo è bello, nuovo di zecca, costruito per offrire alloggi chiavi in mano agli anziani reggiani e con un affitto calmierato di circa 300 euro al mese. Anche l’inaugurazione è stata fatta in pompa magna ma una volta entrati nelle loro nuove abitazioni, i residenti dello stabile di via Emilia Ospizio 89 non sono riusciti a cucinarsi nemmeno un uovo nel tegamino. Questo perché dalle bocchette del gas delle cucine non esce nulla. Un caso portato alla ribalta i giorni scorsi dopo un servizio di Telereggio e che ora dovrebbe trovare una soluzione a stretto giro, secondo quanto assicurato dal Comune, che ha inviato sul posto l’ingegnere David Zilioli per chetare gli animi di chi vive negli otto alloggi finora occupati.

L’inghippo, in realtà, sarebbe meramente burocratico: la ditta costruttrice avrebbe inviato la documentazione sulla conformità di tutti gli impianti con un’unica certificazione. Iren, invece, ha richiede una certificazioni per ciascun apparamento. «Venuti a conoscenza del problema, ci siamo attivati perché le carte richieste fossero prodotte e date alla società che fornisce il gas - ha dichiarato Zilioli ai microfoni - Dall’inizio della prossima settimana inizieranno gli allacciamenti alla rete».

Intanto il Comune sta cercando di assegnare la quota ancora libera degli alloggi. Su 16 solo la metà sono stati per ora occupati e l’amministrazione comunale - proprietaria del palazzo destinato a persone anziane e a nuclei familiari in difficoltà - ha lasciato aperto il bando. A differenze di quanto ci si potesse aspettare, infatti, non c’è stata certo la fila di ultrasessantacinquenni - coloro che possono partecipare - nonostante ci siano in ballo case nuove, confortevole e pagata dal Comune con il cofinanziamento della Regione. Il condominio costruito a Ospizio fu assegnato alla ditta Baschieri di Sassuolo tramite un appalto al massimo ribasso, conferito all’azienda edile nel 2010, la quale si offrì di portare a termine il cantiere con un taglio consistente del suo compenso, pari al 45%. Il Comune aveva stimato un importo complessivo di 3 milioni 650mila euro, soldi necessari per costruire la palazzina eretta a Ospizio, ai bordi del parco Campo di Marte 2. L'azienda fece risparmiare al Comune 1 milione e 200mila euro, accontentandosi quindi di un pagamento per i lavori pari a 1 milione e 400mila euro. (e.l.t.)

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