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Donato all’Oncologia strumento che ferma la caduta dei capelli

di Jacopo Della Porta
Donato all’Oncologia strumento che ferma la caduta dei capelli

Guastalla: il Paxman è stato presentato ieri al Day Hospital «Contro la depressione di chi è sottoposto a chemioterapia»

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GUASTALLA. La perdita dei capelli è un effetto collaterale della chemioterapia che provoca non pochi disagi ai malati di tumore, in particolare le donne. Contrastare questo problema vuole dire migliorare la qualità della vita dei pazienti ed è per questo che si tratta di un aspetto che non viene sottovalutato da chi è coinvolto nei trattamenti medici. L’ospedale di Guastalla è il primo della provincia a dotarsi della strumentazione Paxman, che consiste in cuffie refrigerate che contrastano l’alopecia. Il macchinario, del costo di 30mila euro, che consentirà due trattamenti alla volta, è stato donato dall’Associazione prevenzione tumori di Guastalla, “grazie al contributo decisivo del Banco Emiliano”, come ha tenuto a precisare il presidente della onlus Luigi Tosi.

Ieri è stato spiegato come funziona questa apparecchiatura. La chemioterapia fa perdere i capelli perché i farmaci aggrediscono i bulbi e li atrofizzano. Il casco refrigerato ha un effetto vasocostringente, che riduce l’apporto del farmaco al bulpo pilifero. La percentuale di successo di questo macchinario può arrivare all’85%.

«Lo abbiamo già sperimentato – ha spiegato la caposala del Day Hospital Oncologico Simonetta Montanari – e il primo impatto è positivo. All’inizio c’è un po’ di titubanza, perché il casco va indossato mezz’ora prima della cura, due ore dopo e durante la chemioterapia, che può durare anche 3 ore». Nei primi minuti si avverte inoltre un po’ di freddo, che poi diventa meno percepibile.

«La perdita dei capelli incide nella qualità di vita dei pazienti – ha detto la direttrice sanitaria dell’Ausl, Daniela Riccò – Si tratta di un segno che rende evidente anche all’esterno la malattia. In alcuni casi questo effetto indesiderato provoca depressione ed è uno di quelli che all’inizio preoccupano di più le persone».

L’aspetto estetico non è secondario per chi si occupa di curare i malati di cancro: «Da tempo in Italia sono nati i salotti del trucco, dedicati alle donne affette da tumore al seno – spiega Laura Scaltriti, responsabile del Day Hospital Oncologico – Questi momenti, con il contributo di estetiste e visagiste, hanno dato un contributo alla terapia di supporto». Per i capelli invece fino ad ora non si era riuscito ad intervenire in modo efficace, anche se i tentativi vengono fatti da decenni. Per questo, hanno sottolineato i presenti, la nuova strumentazione è di grande importanza. Cristina Marchesi, direttore del presidio ospedaliero Ausl, Antonio Di Mare, direttore sanitario degli ospedali di area nord e Lucia Monici, direttore del Distretto di Guastalla, hanno quindi ringraziato l’associazione guidata da Tosi e il Banco Emiliano.

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