I camionisti della Cna parte civile nel processo Aemilia
Anche la categoria degli autotrasportatori è decisa a scendere in aula nei processi per mafia e ndrangheta che hanno investito Reggio e l'intera Emilia
REGGIO EMILIA «Per la prima volta nella storia, un’associazione di autotrasportatori si costituisce parte civile in un processo per mafia». A comunicarlo in una nota è Cna-Fia, che nel corso della riunione di presidenza tenutasi a Bologna il 16 giugno scorso ha deliberato a maggioranza di prendere parte attiva nei procedimenti giudiziari Aemilia e Caronte.
Processi che vedono coinvolti nelle indagini imprenditori del settore. «Costoro, attraverso le loro imprese, hanno arrecato grave danno all'intera categoria inquinandone il mercato, ma anche l'immagine e la credibilità degli imprenditori che onestamente e nel rispetto delle leggi svolgono il proprio lavoro», scrive l'associazione nazionale in una nota.
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Ad assistere l'associazione sarà l'avvocato antimafia Vincenza Rando, responsabile legale di Libera. La presidente Fita Cinzia Franchini, modenese, rivendica: «Uno dei tratti distintivi della mia presidenza è stato avversare fin dall'inizio l'illegalità diffusa di stampo mafioso, ma anche le devianze del mercato causate da alcune lobby. Continuerò - assicura Franchini in una nota - con decisione e coerenza sulla strada intrapresa, forte dell'appoggio validissimo e unanime dell'intera presidenza Fita e dei tanti autotrasportatori che singolarmente ci incoraggiano a non cedere»
«La decisione assunta dalla presidenza Cna-Fita è altamente significativa e crea anche un precedente. Una associazione di categoria che prende una precisa e chiara posizione contro coloro che danneggiano la legalità è una scelta di grande responsabilità e segna uno spartiacque storico», commenta l’avvocata antimafia Vincenza Rando, che assisterà l’associazione.
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