Gazzetta di Reggio

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Truffatrice seriale del web denunciata dai carabinieri

Castellarano, una 40enne paga 200 euro un telefonino ma non riceve niente Identificata una ragazza di Varese con alle spalle una lunga lista di precedenti

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CASTELLARANO. Un finto profilo Facebook da serio commerciante, usato per vendere computer e telefonini che non avrebbe mai mandato agli acquirenti. L’autrice è una 25enne di Varese con parecchi precedenti per truffe informatiche, scoperta dai carabinieri di Castellarano al termine delle indagini partite dalla denuncia di una 40enne casalinga del paese sul Secchia.

La donna voleva comprarsi uno smartphone, ed ha iniziato a cercare su internet per trovare offerte convenienti, girando anche fra i profili Facebook di negozi online. Lì ha trovato una proposta interessante, un telefonino a circa 200 euro, meno del suo valore commerciale, messo in vendita da quello che sembrava un esercizio commerciale con regolare profilo, e tante foto dei prodotti in bella mostra a farsi pubblicità. La trattativa è stata intavolata tramite i messaggi privati di Facebook e, trovato l’accordo sul prezzo, la 40enne di Castellarano ha versato i 200 euro dovuti sulla carta di credito prepagata indicata dalla venditrice. Il pacco con l’acquisto non è mai arrivato a casa della compratrice, che ha riscritto alla “negoziante” ricevendo come risposta parecchie giustificazioni, che scaricavano la colpa sull’agenzia di spedizioni.

E in seguito non ha più dato segni di vita. La 40enne è andata dai carabinieri del suo paese per denunciare la truffa, e i militari – coinvolgendo i loro esperti informatici – sono riusciti a risalire all’autrice del raggiro. L’hanno fatto grazie ai riscontri incrociati fra l’identità digitale del computer usato per gestire il falso profilo e i dati della carta prepagata fornita. Così sono arrivati alla 25enne lombarda, scoprendo che si tratta di una professionista della materia.

Una verifica sul casellario giudiziario ha mostrato decine di precedenti sempre per truffe compiute tramite internet, usando più o meno lo stesso schema. Identità fittizie, su Facebook come sui siti di commercio online, prodotti messi in vendita a prezzi sin troppo convenienti, una carta prepagata al posto di un conto corrente e – completata la prima parte della transazione con il pagamento – il silenzio, nella speranza che il raggirato si rassegni senza sporgere denuncia. In questo modo ha raccolto migliaia di euro da persone di mezza Italia: le denunce a suo carico arrivano da Verona, Napoli, Torino, Varese, Biella, Padova, Roma, Siracusa, Agrigento, Modena, Bologna, Perugia, Brescia, Lecce, Belluno, Bergamo, La Spezia, Cosenza ed Alessandria. (adr.ar.)

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