«Ostetricia polo indispensabile» Tutti soddisfatti per l’accordo
Castelnovo Monti, passo avanti grazie al documento approvato all’unanimità dal consiglio regionale ma l’assessore Venturi tace mentre il presidente Bonaccini cita l’esempio della chiusura di Porretta
CASTELNOVO MONTI. Sicuramente si tratta di un passo positivo, ma anche dopo la risoluzione approvata all’unanimità giovedì in Regione - che sembra attribuire una attenzione forte ai presidi sanitari e ai servizi attualmente presenti, specie nelle zone disagiate - la battaglia per salvare l’ostetricia dell’Ospedale Sant’Anna sarà comunque ancora lunga e difficile. Da un lato ci sono le parole di soddisfazione di chi ha sottoscritto il documento, dall’altro pesano i silenzi e le affermazioni di chi ha reale potere decisionale sul tema. Intanto la risoluzione sul riordino ospedaliero ottiene commenti positivi da chi ha contribuito ad ottenere un appoggio trasversale al documento. Come Yuri Torri, consigliere di Sel, casinese, primo firmatario del documento: «Arrivare ad un appoggio unanime è stata una grande soddisfazione. La risoluzione ha preso corpo a partire da un documento proposto da noi, su cui poi abbiamo cercato il coinvolgimento di tutti gli altri gruppi. Credo che il testo approvato ci dia modo di affrontare la situazione del punto nascite di Castelnovo, ma in generale della riorganizzazione ospedaliera regionale, nel migliore dei modi, partendo dal dialogo con le comunità locali e sulla base del punto fermo che i servizi primari devono rimanere vicini alle famiglie. Se si punta anche sui territori decentrati e disagiati non si può pensare di retrocedere sui servizi».
Aggiunge la consigliera regionale Roberta Mori del Partito Democratico: «Con questa risoluzione si rimette al centro il confronto e la discussione sul territorio su cui insistono i punti nascita ospedalieri, che noi sappiamo bene essere non meri adempimenti sanitari, ma un investimento cruciale nella rete territoriale di servizi. Sia chiaro che qualunque esito abbia il percorso di riordino, il welfare di prossimità non deve essere indebolito, pur nel rispetto dei parametri di sicurezza stabiliti a livello nazionale per le partorienti e per i professionisti sanitari».
Commenti soddisfatti arrivano anche dal Movimento 5 stelle: Afferma Raffaella Sensoli, consigliere regionale 5 Stelle e vicepresidente della Commissione sanità: «E’ stato riconosciuto il nostro impegno verso questo tema visto che è da ormai molto tempo che il M5s porta avanti una battaglia determinata per la tutela presidi sanitari di zone particolari, come possono essere i paesi di montagna. Per questo abbiamo votato a favore della risoluzione che prevede, come chiedevamo da tempo, il congelamento di ogni intervento in attesa della definizione delle linee guida per la riorganizzazione del piano ospedaliero regionale».
E conclude: «Anche se siamo soddisfatti del risultato raggiunto non possiamo che notare il totale silenzio dell’assessore Venturi in aula. Per noi si tratta di una cosa molto grave perché ci aspettavamo un commento su tematiche che interessano migliaia di cittadini». Al silenzio di Venturi, vanno aggiunte le considerazioni del Presidente della Regione Bonaccini, rilasciate a Telereggio. Pur ribadendo che «nulla è stato ancora deciso», Bonaccini ha anche ribadito il limite dei 500 parti come margine “di sicurezza”, ed ha aggiunto che «a Porretta Terme il punto nascite è stato chiuso, ho avuto là una assemblea e le cose stanno andando avanti senza grandi problemi. Quello che posso garantire è che non chiuderemo nessun ospedale. Quello che è accaduto a Porretta però dimostra che non si deve avere paura dell’innovazione».
Soddisfatta anche Silvia Prodi, consigliere regionale del Pd: «Con questa risoluzione, volta a garantire il mantenimento dei servizi sanitari legati alla nascita e la sicurezza delle prestazioni erogate, i territori tornano a essere protagonisti del dibattito. Per quanto riguarda il punto nascite di Castelnovo Monti, sarà mio impegno sostenere le istanze delle comunità e degli enti locali nella definizione dei contenuti del Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. Il punto nascite è un presidio fondamentale per un territorio disagiato come quello dell’Appennino reggiano: copre un’area vastissima, con località e frazioni che distano anche 70 km da Reggio Emilia».
«Il percorso di riordino della rete ospedaliera regionale – conclude – non deve privare del servizio la popolazione della montagna reggiana, ma garantire competenze professionali, sicurezza e prestazioni di qualità, al di là delle criticità legate al territorio e al contesto demografico».
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